domenica, Marzo 03, 2024

Cultura, Teatro & Spettacolo

Gli Acarnesi di Aristofane

Vizi e virtù della società classica greca (e contemporanea)

di Laura Sestini

Un sacco di risate!!! Ecco cosa ha sollecitato lo spettacolo “La commedia più antica del mondo – Discorso su Gli Acarnesi di Aristofane”, scritto e prodotto dalla Compagnia teatrale I Sacchi di Sabbia – gruppo tosco-napoletano di lunga esperienza e numerosi riconoscimenti – sul pubblico presente al Teatro delle Spiagge di Firenze.

Sul palco, Massimo Grigò – one man show – in compagnia di un tavolino, una bottiglia di vino ed una emblematica scultura di Noela Lotti, si esibisce per circa un’ora con una dinamica e esilarante performance che risulta intelligente e accattivante, e imprescindibile dalle sue capacità performative.

La trama trasferisce gli spettatori ad Acarne, un sobborgo di Atene, durante la guerra tra Ateniesi e Spartani, un argomento, la guerra, ora come non mai particolarmente evergreen, ognuno con le proprie opinioni a favore o contro, ma dove le conclusioni pacifiche raramente si ricercano. In sintesi, niente di nuovo dalle guerre di oltre duemila anni fa.

Ebbene, come durante ogni guerra, i cittadini soffrono la fame e le violenze, finché un arcanese, Dicheopolis, un contadino che ha visto i suoi raccolti rasi al suolo, propone ai suoi concittadini di cercare una soluzione alla guerra e chiedere la tregua agli Spartani. Insomma di fare la pace.

La pace?? Gli Acarnesi sono un popolo poco istruito, prevalentemente carbonai – e ancora non potevano neanche immaginare che i loro omonimi colleghi sarebbero stati tacciati molti secoli dopo come responsabili dell’effetto serra, quindi si arrabbiarono molto con il loro compaesano, lo presero proprio a sassate, scena in cui Grigò chiede l’intervento del pubblico a mimare la feroce sassaiola, tra le risate di tutti. La pace è un tabù, non se ne può parlare, oggi come allora. Ed infatti la cosiddetta Guerra del Peloponneso, nome per distinguerla dal primo conflitto tra Sparta e Atene, durò 27 anni.

Il testo intreccia più lingue, dal greco antico dei versi originali della commedia di Aristofane, al dialetto livornese, talvolta pisaneggiante, tra le quali si destreggia abilmente l’interprete. E davanti alle espressioni del linguaggio popolare dei livornesi – o dei toscani in generale – non si può rimanere indifferenti, l’ironia è di casa, la risata l’effetto naturale.

Dé, ecco il pacifista! Sbeffeggiano Dicheopolis i suoi concittadini arcanesi inferociti… e mica scherzavano!!! Come tuttora succede.

Una scena dello spettacolo

La commedia Gli Arcanesi è la più antica del mondo – l’autore, Aristofane, era un comico ateniese, l’unico le cui opere sono arrivate fino a noi – la cui prima rappresentazione andò in scena nel 425 a.C., diventata famosa proprio per la sua morale pacifista; già ai suoi tempi l’opera aveva vinto un premio, una competizione tra altri importanti commediografi, messa in scena durante le feste dedicate al dio Dioniso, quello più ilare di tutto l’Olimpo, dio del vino e dell’ebbrezza.

Dicheopolis voleva la pace per davvero, non per atteggiarsi da alternativo, e non si lasciò intimorire, tantoché riuscì a stipularla con gli Spartani individualmente, diventando l’unico acarnese a non essere più in guerra. Ma neanche questo piacque ai suoi concittadini, i quali una parte di essi, per tenersi stretta la loro idea sulla necessità della guerra, chiamarono Lamaco, un mercenario ateniese che lo potesse sconfiggere nella disputa.

La trama originale di Aristofane mette in luce in maniera caricaturale la natura umana, incapace di andare d’accordo e soprattutto di mettere in atto soluzioni migliori e importanti come la pace. La versione rimodernata di I Sacchi di Sabbia, aggiunge l’ironia sorniona toscana, facile da capire e leggera nelle espressioni, che con poche parole esprime bene le dinamiche dei limiti mentali umani.

In un contesto storico così confuso e violento dei tempi attuali, già sembra un gran regalo chi riesce a stappare un sorriso, Massimo Grigò, all’inizio ci ha insegnato le differenti risate e i potenziali effetti sull’altro, poi è riuscito nel compito di calcare abilmente la scena e contemporaneamente di far ridere sonoramente gli spettatori per la maggioranza della durata dell’interpretazione. Una magia si è compiuta.

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Lo spettacolo è andato in scena al Teatro delle Spiagge di Firenze – Via del Pesciolino, 26.

Sabato, 15 aprile 2023 – ore 21.00

La Commedia più antica del mondo

Discorso su Gli Acarnesi di Aristofane

Con Massimo Grigò

Testo I Sacchi di Sabbia con la collaborazione di Francesco Morosi

scultura Noela Lotti

Produzione I Sacchi di Sabbia in collaborazione con Compagnia Lombardi-Tiezzi con il sostegno di Mic, Regione Toscana 

Sabato, 22 aprile 2023 – n° 16/2023

In copertina: Massimo Grigò in una scena della performance teatrale – Foto: Antonio Ficai 2022 – Fondazione Armunia

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