martedì, Giugno 28, 2022

Italia, Politica

Giornata mondiale del Rifugiato

Demagogia e leggi non applicate creano hate-speech ed esclusione

di Laura Sestini

Secondo l’UNHCR – l’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati – 80 milioni di persone – nella prima metà del 2020 – son state costrette a lasciare le loro case a causa di conflitti, persecuzioni, eventi climatici e povertà. Situazione aggravata anche dal subentro della pandemia da Covid-19.

I numeri sono globalmente così suddivisi: 26,4 milioni di rifugiati, 4,2 milioni di richiedenti asilo, 45,7 milioni di sfollati interni, 3,6 milioni di venezuelani espatriati.

Oltre ai numeri, la questione più urgente – guardando dalla prospettiva di ‘occidentali baciati dalla fortuna’ e persone attente alla cura del prossimo, anche senza far riferimento ai precetti religiosi – è l’osservazione delle leggi vigenti in materia di migrazioni, richiesta di aiuto e di asilo – anche solo sussidiario.

Alla vigilia della Giornata Mondiale del Rifugiato, un corteo di migranti e rifugiati – a Napoli – chiedono canali di ‘emersione dall’invisibilità’ per chi non ha documenti, e denunciano che la Prefettura della città non ha ancora chiamato nessuno dei 20 mila stranieri che hanno aderito alla finestra temporanea per la regolarizzazione dei senza permesso di soggiorno – introdotta nel 2020 dal Governo – approvata attraverso il decreto legge n. 34/2020.

La burocrazia italiana è lenta – non è una novità – e dentro la sua rete, come una ragnatela appiccicosa, non risparmia nessuno, neppure gli Italiani;

Ma come giustificare che le gendarmerie francesi e slovene, ai confini con la Repubblica Italiana, falsifichino i documenti dei migranti minorenni, che non possono essere respinti in nessun modo, bensì la legge prevede la loro protezione, per strumentalizzare l’aggiro delle leggi europee (vedasi Convenzione di Dublino o Nuovo patto europeo su migrazione e asilo che dovrebbe sostituirla) – per ostacolare il percorso di richiesta di asilo per i minori stranieri che arrivano dalle famigerate ‘rotta balcanica’ e ‘inferno libico’?

Ciò è denunciato dal rapporto ‘Nascosti in piena vista’ di Save the Children, Ong che per due mesi – tra aprile e maggio – alle frontiere lungo i confini italiani terrestri, ha monitorato gli arrivi dei minori stranieri, tramite interviste a minori non accompagnati e a famiglie.

In sintesi, il report porta alla luce la grave situazione di violazione dei diritti dei minori stranieri, che si attua alle frontiere dell’Europa – soprattutto nei varchi di Croazia, Udine, Trieste, Oulx e Ventimiglia – per mano delle autorità di confine che respingono illegalmente i minorenni, modificando l’anno di nascita per farli risultare come maggiorenni.

Come viene specificato nel rapporto di Save the Children: “L’Italia ha adottato, per prima in Europa, una legislazione organica per la loro protezione e accoglienza. A fine aprile 2021 erano 6.633 quelli censiti sul territorio dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e durante lo stesso mese hanno fatto ingresso nel nostro Paese 453 minorenni soli, di cui solo 149 in seguito a sbarchi. Sempre ad aprile in 302 si sono allontanati volontariamente dalle strutture di accoglienza che li ospitavano. Questi i dati ufficiali che non possono che far emergere qualche domanda: come sono arrivati in Italia quei ragazzi che non sono approdati tramite sbarchi? Quali rischi hanno corso? E dove sono finiti quei minorenni che hanno lasciato i centri dove avevano trovato accoglienza?”

Secondo le stime della Ong, ogni minore – proveniente dalla Rotta balcanica – ha subìto una media di sette respingimenti da parte della gendarmeria croata, per un totale di 452 respingimenti monitorati.

In mancanza di un sistema di accoglienza e protezione uniforme tra Stati europei – qui la domanda ce la poniamo ancora una volta anche noi, ovvero: ‘A cosa servono le leggi – discusse, approvate e ratificate – se poi non vengono applicate (Convenzione di Dublino)?’ – E se queste sono le condizioni, i minori – ma non solo – saranno costretti ad affidarsi ai passeures – i trafficanti, oppure a inventarsi soluzioni attraverso le proprie capacità. E se i trafficanti di esseri umani compiono dei crimini, al loro pari possiamo indicare che alle frontiere europee, se le autorità ufficiali e i gendarmi si esimono dal rispettare le leggi vigenti in materia di immigrazioni, queste si prestano ad azioni altrettanto criminose.

“Come il diamante diventa forte grazie alla durezza, si può crescere solo grazie alle difficoltà. Ho viaggiato per tanti Paesi, ho avuto un percorso difficile per poter arrivare fin qui, però non mi sono mai arreso. Vorrei dire alla mia mamma che le voglio bene e che mi manca tanto e andrò a trovarla”, Ahmad ha 16 anni e una determinazione impressionante. È nato in Iran ma ha sangue afghano, più di tre anni fa è fuggito da solo prima in Turchia poi verso l’Europa, in cerca di una vita migliore. Il giorno che lo incrociamo verrà respinto di notte alla frontiera italo-francese, senza alcun documento ufficiale in mano che ne attesti il tentativo. La notte dopo, invece, le montagne tra Piemonte e Haute-Alpes gli saranno amiche e, passata la temuta frontiera, continuerà il suo viaggio destinazione Germania (dal report ‘Nascosti in piena vista’ di Save the Children).

Nella Giornata mondiale dei Rifugiati facciamoci una domanda: “Se non vengono rispettanti neanche i diritti dei minori, cosa possono attendersi i maggiorenni alle frontiere dell’Europa?”

Sabato, 19 giugno 2021 – n°21/2021

In copertina: nei campo profughi – Foto Laura Sestini (tutti i diritti riservati)

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