lunedì, Luglio 22, 2024

Italia

Dambe So, una luce nella Piana di Gioia Tauro

La casa per i braccianti agricoli e per turisti consapevoli

di Laura Sestini

Dambé So, in lingua Bambarà, una lingua mandingo parlata in Mali, significa Casa della dignità, ed è questo il nome più appropriato per un edificio di due piani, nella campagna fuori l’abitato di Rosarno, nella Piana di Gioia Tauro, rimasto disabitato per molti anni, che la proprietà ha ristrutturato grazie ad un contratto di affitto con Mediterranean Hope – MH – il programma per rifugiati e migranti della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), finanziato in larga parte dall’ Otto per mille della Chiesa evangelica valdese – Unione delle chiese metodiste e valdesi, e da altre chiese protestanti e donatori italiani e esteri.
MH è nata in seguito al naufragio del 3 ottobre 2013 quando, a poche miglia dall’isola di Lampedusa, morirono 368 persone nel tentativo di raggiungere l’Italia attraverso il Mar Mediterraneo.

“Un ostello che durante la stagione di raccolta offre un tetto dignitoso a oltre 40 lavoratori stranieri e in estate è messo a disposizione di turisti responsabili e solidali, una soluzione abitativa che non grava sulla collettività, nel senso che non prende un centesimo dallo Stato, ma si autosostiene con donazioni, con una quota derivante dalla vendita delle nostre arance e con un contributo volontario alle spese da parte dei lavoratori che ci vivono – si può leggere sul sito di SOS – Rosarno, un’Associazione di Promozione Sociale, che nel 2023 ha donato 10mila Euro al progetto Dambe So.

Dal 2024, grazie anche ad un piccolo sovrapprezzo sui prodotti locali biologici, agrumi e altri prodotti della terra che vengono distribuiti a tantissimi G.A.S. (Gruppi di acquisto solidali) da nord a sud della penisola, altri contributi saranno resi disponibili per il mantenimento del progetto. In loco, SOS -Rosarno – riunisce piccoli contadini, pastori e produttori agrocaseari, braccianti immigrati e attivisti, oltre che piccoli artigiani e operatori di turismo responsabile, promuove il lavoro legale, coordina gli ordini e le spedizioni delle merci. In sintesi, attraverso una dimensione mutualistica si contribuisce a mantenere progetti sostenibili di lavoro ed esistenza dignitosi per i lavoratori stranieri che costituiscono quasi la totalità del bracciantato agricolo del Sud Italia, con la responsabilità delle imprese e dei consumatori.

In fondo alla strada l’edificio di Dambe So
Foto: 2023@Laura Sestini (tutti i diritti riservati)

Dambe So è un esperimento di accoglienza diffusa, che rifugge la logica del ghetto e della ghettizzazione del lavoro e della razzializzazione degli individui, in un territorio, la Piana di Gioia Tauro, in cui lo Stato ha speso in 64 milioni di Euro in 20 anni, per costruire tendopoli e campi container per i lavoratori migranti, per subito dopo abbandonarli a loro stessi.

Dambe So è stata inaugurata da pochi mesi, composta da piccoli appartamenti con tre/quattro posti letto, di cui almeno uno sempre disponibile per turisti consapevoli. All’interno sono già posizionati 48 uomini stranieri di molte nazionalità che, senza alcun dubbio, potranno finalmente esperire una dimensione totalmente differente, rispetto al disagio di abitare in una tendopoli-baraccopoli, esposti a tutte le intemperie. Una ri-conquista della propria vita, sotto l’aspetto della dignità umana e dell’autonomia personale.

Sabato, 6 gennaio 2024 – Anno IV – n°1/2024

In copertina:

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