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Italia, Politica

10 giugno 1924: l’assassinio di Giacomo Matteotti

Metodologia e violenza fascista

Redazione di TheBlackCoffee

Il pomeriggio del 10 giugno 1924 Giacomo Matteotti veniva rapito e ucciso da sicari fascisti.

Una lettera del 20 giugno 1924, dell’allora bibliotecario Antonio Rovini, testimonia che il deputato era stato nella Biblioteca della Camera, dove occupava sempre la stessa scrivania, nell’ultima stanza, al secondo piano, con la finestra che guarda il cavalcavia di Via della Missione. Si tratta di un locale che è rimasto nella disponibilità della Biblioteca fino al 1988, anno del trasferimento a Via del Seminario. Attualmente è in uso alla Commissione Bilancio.

Il legame di Matteotti con la Biblioteca era tanto noto che, dopo la sua morte, si ritenne giusto fare una fotografia della sua scrivania ingombra di carte. La fotografia, risalente al 1924, è conservata tra le carte di Giancarlo Matteotti, presso la Fondazione Nenni, timbrata dallo studio fotografico Gatti di Via Ss. Apostoli a Roma.

In quella stanza della Biblioteca, Matteotti fu cercato da Turati e dai suoi compagni socialisti il giorno dopo il tragico rapimento. Lo scrive lo stesso Turati ad Anna Kuliscioff, l’11 giugno 1924: “Siamo in una pena orribile sulle sorti di Matteotti… Ieri alle 16 uscì da casa e non so se passò alla Camera, ma nessuno di noi l’ha visto, e da allora in poi non se ne hanno più notizie. Mentre vive in gran parte alla Camera, non ha ritirato né la corrispondenza alla posta né i biglietti che gli abbiamo lasciato al suo posto di rifugio nell’ultima stanza della Biblioteca”.

A sx Giacomo Matteotti – a dx la biblioteca della Camera dei Deputati nel 1924

Sabato, 10 giugno 2023 – n°23/2023

In copertina: foto di Paolo Monti – Civico Archivio Fotografico di Milano – CC BY-SA 4.0

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