Glifosato e incidenza tumorale: cosa succede in Europa?

Immagine – Mike_Mozart CC by 2.0

Negli Stati Uniti Bayer-Monsanto indennizza miliardi di dollari a chi ha contratto tumori ma i prodotti rimangono in vendita

di Laura Sestini

Con un tweet, mercoledì 24 giugno, la multinazionale tedesca Bayer AG annuncia che metterà a disposizione – per patteggiamento su un’azione collettiva – un totale di 10,9 miliardi di dollari per risolvere circa il 75% delle richieste di risarcimento danni da oltre 125.000 persone – aziende agricole, braccianti e appassionati di giardinaggio e orti  statunitensi – che hanno denunciato di aver sviluppato il linfoma non-Hodgkin a causa dell’esposizione al prodotto Roundup prodotto da Monsanto. A tale importo si aggiungono 1,25 miliardi per eventuali futuri contenziosi, oltre 400 milioni per risolvere le cause legali per l’erbicida Dicamba (Bayer-Monsanto) e 650 milioni per richieste danni per acqua contaminata da PCB – bifenili policlorurati.

L’unione delle due multinazionali Bayer-Monsanto – leader mondiali di farmaci e biotecnologie agrarie – era avvenuto nel 2018 per 63 miliardi di dollari. La Monsanto era divenuta globalmente nota – negli ultimi dieci anni – soprattutto per la produzione di sementi OGM (organismi geneticamente modificati).

Il prodotto incriminato si chiama RoundUp ed è un potente e famoso erbicida a base di glifosato, un diserbante chimico da anni allo studio di Epa – l’agenzia di protezione Ambientale statunitense, di Echa – Agenzia Europea per le sostanze chimiche e di Efsa – Autorità per la sicurezza alimentare e Commissione Europea che, nonostante i numerosi appelli delle associazioni a tutela della salute – da ambo le sponde dell’Oceano Atlantico – ha finora superato tutti i test ufficiali di incidenza tumorale.

Al di là dell’aspetto economico e del patteggiamento nella disputa legale – arrivato dopo  tre sentenze – che fa riprendere quota anche ai valori azionari in borsa di Bayer, dopo l’annuncio del risarcimento danni, la sentenza è un passo importante – oltre a un’ammissione di responsabilità dell’azienda –  e una vittoria dal punto di vista ecologico oltre che della salvaguardia della salute pubblica e per un passo avanti nell’ampio dibattito degli agricoltori biologici e degli utenti più attenti a una sana alimentazione, che negli ultimi anni si era creato proprio intorno alla dannosità del glifosato.

Già a ottobre 2017 il Parlamento Europeo aveva approvato una risoluzione in cui si affermava che la pubblicazione dei cosiddetti ‘Monsanto Papers’ – i documenti interni alla Monsanto – azienda proprietaria e produttrice di RoundUp e Dicamba – avevano fatto sorgere dubbi in merito alla credibilità di alcuni studi utilizzati dall’Ue ai fini della valutazione per la sicurezza del prodotto.

La stessa risoluzione afferma che la procedura di autorizzazione dell’Unione Europea all’uso del prodotto in agricoltura dovrebbe basarsi unicamente su studi pubblicati e indipendenti, sottoposti a revisione paritaria e commissionati dalle autorità pubbliche competenti, e la necessità che le agenzie dell’Unione Europea debbano essere rafforzate per consentire loro di lavorare in questa maniera.

Ma andando a curiosare nel sito dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare si può leggere quanto segue: “Il glifosato è attualmente approvato nell’UE fino al 15 dicembre 2022. Pertanto, il glifosato può essere utilizzato come sostanza attiva nei prodotti fitosanitari Plant Protection Products (PPP), fino a tale data, a condizione che ciascun PPP sia autorizzato dalle autorità nazionali a seguito di una valutazione della sua sicurezza. Il 10 maggio 2019 la Commissione Europea ha nominato quattro Stati membri (Francia, Ungheria, Paesi Bassi e Svezia) che agiscono congiuntamente come ‘relatori’ per la prossima valutazione del glifosato: questo gruppo di Stati membri è noto come gruppo di valutazione sul glifosato (AGG). Il 12 dicembre 2019, il Glyphosate Renewal Group (un gruppo di società in cerca di rinnovo dell’approvazione del glifosato nell’UE), ha inviato una domanda di rinnovo dell’approvazione del glifosato post-2022 all’AGG, agli altri Stati membri e all’ Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) e Commissione Europea. Questa domanda avvia formalmente il processo di rinnovo nell’UE come previsto dal regolamento (CE) n. 1107/2009″.

Se si approfondisce ulteriormente la ricerca si comprende che gli studi sul prodotto presentati dal gruppo di aziende che ne promuovono l’uso – il Glyphosate Renewel Group – ha una sua valenza: ‘ On Monday 8 June 2020 – “The Glyphosate Renewal Group submitted a scientific dossier for the safety assessment of glyphosate to the Assessment Group on Glyphosate. This scientific dossier contains all the regulatory documents and scientific publications that are required for the renewal of the glyphosate registration under European Pesticide legislation. (Trad: Lunedì 8 giugno 2020 il Glyphosate Renewal Group ha presentato un dossier scientifico per la valutazione della sicurezza del glifosato al Gruppo di valutazione sul glifosato. Questo dossier scientifico contiene tutti i documenti normativi e le pubblicazioni scientifiche necessarie per il rinnovo della registrazione del glifosato ai sensi della legislazione europea sui pesticidi”. t.d.g.) (https://www.glyphosate.eu/transparency/scientific-dossier/)

Grafico tratto dal sito di Glyphosate Renewal Group

Ma che funzione ha di fatto il glifosato? Nel sito della Sicurezza Alimentare europea viene così descritto: “Il glifosato è una sostanza attiva ampiamente usata nei pesticidi. I pesticidi a base di glifosato (cioè i formulati che contengono glifosato e altre sostanze chimiche) sono utilizzati in agricoltura e orticoltura principalmente per combattere le erbe infestanti che competono con le colture. Vengono applicati in genere prima della semina e come trattamento essiccante pre-raccolta per accelerare e uniformare il processo di maturazione”. Informazioni alle quali si aggiungono delle puntualizzazioni :

• Il glifosato è un principio attivo utilizzato nei PPP per controllare le piante, il che significa che è un erbicida

• Il glifosato è l’erbicida più utilizzato al mondo e nell’UE ed è usato da diversi decenni

• Il glifosato negli ultimi anni è stato accuratamente valutato dagli Stati membri, dall’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA ) e dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA)

• I pesticidi a base di glifosato sono usati come erbicidi in agricoltura, orticoltura e in alcune aree non coltivate

• Sono utilizzati principalmente per combattere le erbacce che competono con colture coltivate o presentano problemi per altri motivi, ad esempio sui binari ferroviari

• Viene generalmente applicato prima della semina per controllare le erbe infestanti e quindi facilitare una migliore crescita delle colture eliminando le piante concorrenti

• L’applicazione elimina o minimizza la necessità di utilizzare macchine per l’aratura (agricoltura “zero tillage”), riducendo così l’erosione del suolo e le emissioni di carbonio

• Il glifosato è anche usato in misura minore come trattamento pre-raccolta per facilitare una migliore raccolta regolando la crescita e la maturazione delle piante

La tematica è particolarmente importante e non deve far sottovalutare l’effettivo rischio, anche dal punto di vista del principio di precauzione indicato da Iarc – l’Agenzia Internazionale della Ricerca sul Cancro.

Andando avanti nelle ricerche sulla pagina web dell’Agenzia europea per la sicurezza alimentare troviamo il Registro europeo degli OGM autorizzati e ne leggiamo uno a caso: “Il mais geneticamente modificato 1507 × NK603 esprime il gene cry1F, che conferisce protezione contro alcuni parassiti lepidotteri; il gene pat, che conferisce tolleranza agli erbicidi a base di glufosinato-ammonio; e il gene cp4 epsps, che conferisce tolleranza agli erbicidi a base di glifosato” .

In pratica si fanno modificazioni genetiche perché le piante – tra l’altro – siano resistenti al glifosato? Tutto ciò sembra che raddoppi la possibilità degli attacchi alla salute umana, che nel caso del mais potrebbe essere anche verso la salute degli animali, destinati all’alimentazione umana.

Nel frattempo – in controtendenza – il 4 giugno 2020, il Tribunale Federale statunitense ha annullato l’uso dell’erbicida Dicamba – il prodotto che sostituirà probabilmente il glifosato – precedentemente approvato dall’Agenzia staunitense per la Protezione Ambientale (EPA), in merito al quale ci sono stati risarcimenti verso chi ne aveva denunciato la pericolosità, mentre la multinazionale della chimica Basf dichiara che il Dicamba è sicuro se usato correttamente, ovvero seguendo le istruzioni sull’etichetta e le linee guida per la gestione, ed è uno strumento importante per gli agricoltori che combattono sempre le erbacce più resistenti.

Al pesticida Dicamba viene dedicato – a marzo 2020 – un ampio report dal britannico The guardian, dove si sottolinea l’intento nella minimizzazione dei rischi da parte dei produttori chimici che, al contrario di quanto pubblicamente sostenuto, ha portato alla morte più di 30 mila alberi di pesco in un frutteto vicino a piantagioni di soia OGM – ove l’erbicida ad ampio spettro veniva abbondantemente irrorato – nonché generato un risarcimento danni di 265 milioni di dollari a un agricoltore del Missouri.

Nonostante le sentenze e i miliardari indennizzi i pesticidi RoundUp e Dicamba rimarranno sul mercato senza l’obbligatorietà di aggiungere avvertenze sulla confezione, mentre la questione della sicurezza sulla salute pubblica passerà ora a un Panel scientifico indipendente – come riferito dalla Ong statunitense USTK – che deciderà se l’uso di RoundUp può causare il linfoma non-Hodgkin e a quali livelli di esposizione. Sia Bayer che eventuali futuri querelanti nella causa legale saranno in seguito vincolati dalle conclusioni dello studio.

Per approfondire:

https://ec.europa.eu/food/plant/pesticides/glyphosate_en

https://www.efsa.europa.eu/sites/default/files/170706-glyphosate-letter.pdf

https://www.sierraclub.org/sierra/it-s-farmer-v-monsanto-court-fight-over-dicamba-herbicide

https://www.theguardian.com/us-news/2020/mar/30/monsanto-crop-system-damage-us-farms-documents

https://www.media.bayer.com/baynews/baynews.nsf/id/Bayer-announces-agreements-to-resolve-major-legacy-Monsanto-litigation

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