11 Ottobre – Giornata Nazionale del Camminare

Foto Maria Odilio Consiglio (diritti riservati)

Viandante, il sentiero non è altro che le orme dei tuoi passi (A. Machado)

redazione di TheBlackCoffee

Abbiamo colto l’occasione, con l’istituzione della Giornata Nazionale del Camminare, manifestazione promossa da FederTrek per la diffusione della cultura di questa magnifica attività fisica, di chiedere a Maria Odilio Consiglio – guida ambientale – di descrivere cosa per lei significhi ‘camminare’.

“Per mestiere mi trovo nella condizione di poter osservare la gente che cammina insieme.

Il mio occhio è certamente attento a valutare il benessere delle persone che si muovono con me, cercando di cogliere gli impedimenti e le difficoltà di ognuno – non solo di carattere fisico ma anche mentale.

La scelta di ‘incamminarsi‘ è dettata da mille ragioni, e quello che si osserva venire fuori consapevolmente e inconsapevolmente – mettendo un passo davanti all’altro – è il superamento di un limite sia fisico che psicologico.

L’approccio può essere ordinario, ma se camminando non si prova a ‘superare‘ qualcosa, si resta fermi anziché progredire.

Uno degli elementi legati al camminare che ho osservato in tante persone è il superamento del limite fisico segnalato dalla fatica.

Le persone che cominciano a faticare camminando iniziano un processo di accettazione di questa condizione in cui si suda, fa male tutto, si è stremati ma che in seguito inietterà tanta adrenalina, da determinare quell’effetto terapeutico agognato.

La fatica fa maturare.

È un passaggio fondamentale per un camminatore; diversamente si resta nella condizione di chi passeggia.

Con la fatica accogli l’altro e ciò che ti circonda. C’è uno scatto di apertura, l’accettazione dell’ignoto e l’affidarsi a qualcosa che scopriamo essere in noi e più grande di noi.

Subito dopo il periodo di quarantena che abbiamo vissuto a causa del Covid, ‘la fatica’ dell’isolamento è stata superata – da tanti – camminando. C’è stata una ripresa, un boom, un nuovo inizio.

E allora insieme – anche se a distanza – abbiamo compreso che esiste questo modo salutare di liberarsi delle fatiche (mentali), che è vivere la fatica fisica camminando.

Un atto liberatorio e vincente.”

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