venerdì, Febbraio 03, 2023

Cultura, Teatro & Spettacolo

She, هي, Elle, Lei – Voci di acqua e di terra, suoni di mare e di sabbia

La musica che unisce i popoli

di Laura Sestini

E’ un progetto musicale dedicato alle donne, quello andato in scena al Teatro Puccini di Firenze, il 29 dicembre, inserito nel cartellone di Toscana Promozione Musica, una recente realtà sperimentale di contaminazioni artistiche sonore che abbraccia la Toscana – ma non solo – e mette in gioco residenze artistiche e spazi teatrali anche più periferici.

Un concerto di significato universale – come lo è la musica – che ha portato sul palco 15 musicisti di origini e lingue diverse, con Ginevra Di Marco – padrona di casa a Firenze – l’Orchestra di Piazza Vittorio e l’Orchestra delle donne arabe e del Mediterraneo.

Un’esibizione che potrebbe segnare un punto fermo per aprire nuovi orizzonti artistici variegati, in una società italiana in continuo mutamento di pluralismi culturali – melting pot – musica che avvicina i popoli e li amalgama dentro un contesto civile dove ci sarebbe posto per tutti, invece di respingere e erigere muri, di marcare differenze. Certo, in ambito musicale non è una novità l’intreccio di musiche e culture, le più diverse. La stessa Orchestra di Piazza Vittorio è un esempio vivente ed evidente, consolidato e molto interessante di world music, con 20 anni di esperienza alle spalle, prendendo spunto da Piazza Vittorio a Roma nel quartiere Esquilino, a pochi passi dalla stazione Termini, frequentato da un melange di popoli di tutto il mondo.

Ginevra Di Marco
Foto: Guido Mencari

Melodie, arie orientaleggianti, scampanellii, lenti dromedari, flauti magici, tappeti volanti, ritmi mediterranei, i pezzi parlano tutti un linguaggio globale di amore, lontananza dai propri cari, consolazione, di vittorie e sconfitte, speranza, in tante lingue differenti – italiano, arabo, turco, spagnolo, francese. Femminili o maschili, le interpretazioni soliste sostenute dai corali, oppure brani a più voci.

Un’orchestra appassionata e molto impegnata, dove tutti i singer hanno interpretato i brani proposti nelle lingue originali; Ginevra Di Marco si è esibita anche in francese in duo con Ziad Trabelsi, con interferenze in arabo del musicista tunisino. Ancor prima era stata rivisitata una composizione dei PGR – Per Grazia Ricevuta – di cui Di Marco ha fatto parte, gruppo nato dallo scioglimento dei CSI: il pezzo è Tramonto d’Africa.

Globalmente una esibizione molto allegra e dinamica, contaminata da molteplicità etniche, ahimè costretti a star seduti nelle poltrone del teatro, ma incitati a partecipare anche con il corpo, oltre a tutti i sensi, dai bravissimi artisti.

Una orchestra eterogenea così numerosa, non può non ricordare il Grup Yorum in Turchia, in particolare quando sul palco del Teatro Puccini si esibirà la cantante turca Yasemin Sannino, la cui dolce melodia ricalca le sonorità popolari della nazione anatolica. Perseguitati per i loro testi di libertà, i musicisti del Grup Yorum sono stati regolarmente imprigionati con accuse di terrorismo. Dal 2015 all’orchestra è vietato esibirsi in pubblico. Nel 2020, dopo 288 giorni di sciopero della fame l’attivista e cantante turca Helin Bölek e Mustafa Kocak, ambedue di 28 anni, sono deceduti in carcere per la loro protesta pacifica contro una pena ritenuta illegittima. Il mese seguente, dopo 323 giorni di sciopero per la stessa causa, è morto anche Ibrahim Gökçek, all’età di 40 anni.

L’Orchestra di Piazza Vittorio
Foto courtesy: TPM

Teatro Puccini stracolmo di spettatori adulti – scarsa la presenza dei giovani – nei bis finali il pubblico si è unito alla performance del brano “Amandoti”, scritto da Giovanni Lindo Ferretti dei CCCP – Fedeli alla linea, diretto da Ginevra Di Marco: un’estemporanea che ha confermato il coinvolgimento effuso dagli artisti sugli spettatori, per poi terminare tra gli applausi con la ripetizione di un pezzo in lingua araba molto orecchiabile, già interpretato durante la serata dalla giovanissima performer tunisina Sana Ben Hamza, accompagnata dall’oud di Ziad Trabelsi.

Sabato, 31 dicembre 2022 – n° 53/2022

In copertina: Almar’à, Orchestra delle donne arabe e del Mediterraneo – Foto: Monia Pavoni

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