martedì, Giugno 16, 2026

Società

Truffare le persone anziane

L’uso criminale del telefono

di Laura Sestini

Le truffe perpetrate a persone avanti con l’età sono all’ordine del giorno, sempre più sofisticate, mutevoli e convincenti.

I truffatori manipolano le persone usando i sentimenti universali come l’affetto e la paura, e molti ci cascano, non solo gli anziani.

La tecnologia telefonica è molto utilizzata, attingendo quasi certamente da banche dati per rintracciare numeri personali di telefoni cellulari, che rendono maggiormente credibile le narrazioni di incidenti gravi a figli o parenti stretti, spacciandosi per funzionari di polizia, questure, addirittura tribunali.

Le truffe sono perpretrate in concerto da più persone, ognuna con il proprio ruolo e mansione da svolgere, come in un copione teatrale, per portare a fine una performance di successo.

Quando la truffa si mette in moto, a meno che non venga smascherata, impiega un tempo lungo per raggiungere l’obiettivo, con continui aggiornamenti alla persona presa di mira sull’ipotetico incidente capitato ai figli oppure, questi ultimi causa di gravi incidenti contro terze persone, spesso bambini indicati come gravemente colpiti.

Chiedere alla persona coinvolta nella truffa se nome e cognome della persona incidentata, o causa di incidente, corrisponda al vero è una prassi dell’interlocutore-truffatore per dare consistenza alla credibilità dei fatti narrati all’altro capo del telefono.

Una anziana madre che raccoglie la chiamata di un presunto funzionario di polizia che la informa che suo figlio/figlia è in gravi condizioni all’ospedale più conosciuto della città, entra in un loop mentale da cui si riprende solo dopo aver eseguito tutte le istruzioni del truffatore, che spesso è donna, accogliendola in casa, dove le avrà preparato denaro e/o oggetti di valore, gioielli, per procurare la cifra richiesta come anticipo o cauzione, secondo i casi, per l’operazione chirurgica all’incidentato/a, o per sciogliere il fermo di polizia di chi ha compiuto il grave incidente.

E’ una tecnica studiata, con tanto voce di sottofondo del figlio/a che ha ridotto in fin di vita qualcuno, che supplica di essere aiutato.

Le telefonate sono spesso duplici, sia verso il telefono fisso, per chi lo ha ancora, che verso il cellulare, input subliminale che induce a pensare che conoscano bene chi sei, quindi chi meglio della Polizia? Tutti dettagli manipolatori che convincono sempre più, passo dopo passo, la persona truffata.

Eppure i notiziari locali e nazionali riportano spesso delle truffe subite dagli anziani; ciò nonostante, per chi cade nel tranello, c’è sempre un qualche dettaglio a cui, inconsapevolmente, si arrende.

Allora, come proteggere gli anziani di famiglia da questi laidi metodi di imbonimento, sempre più aggiornati nella tecnica di comunicazione e di persuasione? Un metodo può essere quello della simulazione in famiglia tra i componenti, un gioco di gruppo, un vero teatrino che istruisca la persona anziana a riconoscere almeno le narrazioni più comuni. Oppure una promessa da parte dell’anziano di chiamare, subito dopo la prima telefonata del truffatore, qualche parente prossimo per metterlo al corrente di quanto appreso dal fantomatico funzionario di polizia che informa del sinistro.

Insegnare alla persona anziana di non farsi prendere dal panico anche se ha appena ricevuto una notizia sconvolgente, come l’incidente grave di un figlio, consigliando di condividere lo sconforto con qualcuno di famiglia. Nel dubbio che l’evento possa essere reale, in compagnia si reagisce in maniera meno scomposta.

Parlare spesso con i propri cari anziani della possibilità di ricevere telefonate del genere.

Nel sito web della Polizia di Stato si trovano moniti e consigli adatti all’uopo.

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Sabato, 9 maggio 2026 – Anno VI – n°19/2026

In copertina: foto di J. Henning/Pixabay

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