Storia, controversie e rischi della pistola a impulsi elettrici
Redazione TheBlackCoffee
L’Associazione Antigone Onlus, associazione “per i diritti e le garanzie nel sistema penale”, ha recentemente pubblicato un rapporto sull’uso del taser, che riportiamo in originale.
Un’arma “meno letale” solo sulla carta. L’introduzione del Taser in Italia, presentata come una soluzione per aumentare la sicurezza e ridurre i danni, si sta rivelando un pericoloso equivoco interpretativo. Quella che doveva essere un’alternativa all’arma da fuoco viene spesso utilizzata come sostituto di mezzi coercitivi meno invasivi (manette o manganelli), fi nendo per colpire nella maggior parte dei casi soggetti che oppongono una resistenza non armata o che si trovano in stato di vulnerabilità psichica. La narrazione pubblica ha sistematicamente minimizzato i rischi per la salute, nonostante le evidenze scientifi che documentino episodi di rilevanza cardiaca in alcuni casi fatali.
In sintesi: tre dati drammatici sull’abuso del Taser in Italia.
L’impennata degli spari: la quota di interventi che si conclude con l’esplosione effettiva dei dardi è passata dal 40% del 2022 a circa il 70% nel 2025.
Sette morti in pochi anni: dall’introduzione ordinaria nelle dotazioni della Polizia di Stato, Guardia di Finanza e Carabinieri, avvenuta a marzo 2022, si sono verifi cati almeno 7 decessi a seguito dell’uso del dispositivo, di cui 4 in soli due mesi nel 2025.
Opacità e dati mancanti: non esiste ancora un registro nazionale consultabile; l’assenza di un sistema di raccolta dati completo rende impossibile valutare rigorosamente la proporzionalità e l’efficacia dello strumento.
Un’inchiesta della Reuters negli Stati Uniti ha documentato 1000 decessi connessi all’uso del Taser – Studi indipendenti hanno messo in discussione le rassicurazioni fornite dal produttore, evidenziando rischi di aritmie cardiache e fibrillazione ventricolare, specialmente in soggetti sotto stress o sotto l’effetto di sostanze.
Un’inchiesta dell’agenzia Reuters ha documentato oltre 1.000 decessi connessi all’uso del Taser negli Stati Uniti. In molti di questi casi è stata citata come causa di morte il cosiddetto “excited delirium”, una condizione non riconosciuta pienamente dalla comunità medica internazionale e spesso utilizzata per minimizzare la responsabilità del dispositivo.
La sindrome del poliziotto pigro – Negli Stati Uniti la “dipendenza” dal dispositivo è stata definita da alcuni esperti come lazy cop syndrome (sindrome del poliziotto pigro). Suggerisce che il Taser venga usato troppo rapidamente in situazioni dove basterebbero tecniche di de-escalation. Inoltre, la formazione del personale appare carente: molti agenti continuano a colpire al torace, zona ad alto rischio cardiaco, ignorando le stesse raccomandazioni di sicurezza del produttore.
Il percorso di introduzione del taser in Italia
2014: primo riferimento al Taser
● Nel processo di conversione di un decreto-legge sulla sicurezza negli stadi (DL 22 agosto 2014, n. 119) viene prevista la prima sperimentazione della pistola elettrica Taser, da avviare tramite decreto del Ministero dell’Interno. La norma resta sulla carta per mancanza del decreto attuativo.
2018: avvio della fase di sperimentazione
● 28 febbraio 2018: vengono pubblicate le Linee guida tecnico-operative per la sperimentazione del Taser X2.
● 4 luglio 2018: viene emanato il decreto attuativo degli Interni che avvia la sperimentazione per Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza in 11 città.
● 4 ottobre 2018: il Ministero dell’Interno vara un decreto-legge su sicurezza e immigrazione (DL 113/2018), estendendo il Taser alla polizia locale dei grandi Comuni in forma sperimentale.
2020 – 2022: introduzione effettiva del Taser nelle dotazioni ordinarie delle Forze di polizia statali
● A gennaio 2020 il Consiglio dei Ministri approva il regolamento prevedendo l’inserimento dell’arma a impulsi elettrici tra le dotazioni ordinarie in dotazione agli operatori dell’amministrazione della pubblica sicurezza e della Polizia di Stato.
● 14 marzo 2022: il Ministero dell’Interno annuncia l’introduzione effettiva del Taser nelle dotazioni operative delle Forze di polizia statali, inizialmente in 18 città italiane e progressivamente nel resto del Paese.
2024–2025: approvata l’estensione capillare nelle polizie locali
● Il Decreto “milleproroghe” elimina i limiti demografi ci dei comuni per l’uso sperimentale del Taser da parte delle polizie locali.
L’utilizzo in Italia: lo sparo diventa routine
I dati forniti dal Dipartimento di Pubblica Sicurezza (ottenuti da Altreconomia attraverso un FOIA) mostrano una deriva preoccupante: mentre le estrazioni dell’arma a scopo dissuasivo diminuiscono, il ricorso allo sparo effettivo aumenta progressivamente. Tra marzo 2022 e febbraio 2026, la Polizia di Stato ha sparato i dardi per 1.091 volte.
L’esito delle indagini: il muro della causalità
Le indagini sui decessi avvenuti in Italia dopo l’uso del Taser mostrano una costante difficoltà nel dimostrare il nesso causale, spesso ricorrendo a diagnosi controverse come l'”excited delirium” per attribuire la morte esclusivamente a fattori preesistenti o all’uso di sostanze.
● Il caso Elton Bani (Genova, 2025): Rappresenta un punto di svolta. Per la prima volta, una perizia medico-legale ha stabilito che il decesso è stato causato da un’azione combinata tra intossicazione da cocaina e stimolazione elettrica ripetuta (fi no a 18 attivazioni teoriche), confermando che il Taser può essere un fattore determinante nella morte di un individuo.
● Vulnerabilità ignorata: In quasi tutti i casi italiani (Simone di Gregorio, Carlo Lattanzio, Riccardo Zappone, Gianpaolo Demartis), le vittime erano persone con disagio psichico o dipendenze, soggetti per i quali organismi internazionali come il CPT sconsigliano tassativamente l’uso dell’arma.
Bocciature tecniche e espansione incontrollata
Nonostante l’attuale governo spinga per raddoppiare la dotazione a 10.000 dispositivi, l’affidabilità tecnica del Taser è in discussione. Nel 2025, l’azienda Axon è stata esclusa da una gara europea da 74 milioni di euro poiché i suoi dispositivi non hanno superato le prove balistiche e di resistenza, mostrando difetti nella precisione dei dardi e incongruenze nei report di attività. Ciò nonostante, il percorso legislativo prosegue verso un’estensione capillare del Taser anche a tutti i comuni, eliminando ogni limite demografi co per la dotazione, in via sperimentale, nelle polizie locali.
Le indagini sui decessi avvenuti in Italia
Dall’introduzione defi nitiva nel 2022, si sono verifi cati almeno sette decessi di persone colpite dal dispositivo. Come detto, gli esiti delle indagini mostrano una costante difficoltà nel dimostrare il nesso causale diretto, spesso attribuendo la morte a fattori preesistenti o all’uso di sostanze.
● Caso Elton Bani (Genova, 2025): È il primo caso in Italia in cui una perizia medico-legale ha attribuito il decesso anche all’uso del Taser. La morte è stata ricondotta a un quadro multifattoriale: intossicazione da cocaina unita a stimolazioni elettriche ripetute (fi no a 18 attivazioni teoriche registrate).
● Caso Simone di Gregorio (Chieti, 2023): L’uomo, in stato confusionale e affetto da problemi psichiatrici, è morto dopo essere stato colpito. I primi rilievi dell’autopsia escludono che la morte sia avvenuta a causa della scossa elettrica.
● Caso Carlo Lattanzio (Bolzano, 2024): Deceduto dopo l’uso del Taser e un grave malore. L’indagine è stata archiviata indicando come causa un evento cardiaco acuto indotto dall’assunzione di cocaina, nonostante i dubbi della famiglia sulla vicinanza dei dardi al cuore.
●Caso Riccardo Zappone (Pescara, 2025): La Procura ha inizialmente indicato un trauma toracico dovuto a un pestaggio precedente l’intervento di polizia come causa della morte. Successive ricostruzioni giornalistiche parlando di un’intossicazione acuta da cocaina come causa del decesso. In entrambi i casi viene escluso il ruolo del Taser.
● Caso Gianpaolo Demartis (Olbia, 2025): Il decesso è stato attribuito a scompenso cardiaco secondario a stress intenso e intossicazione da cocaina; il Taser è stato considerato solo un contributo non determinabile allo stress emozionale.
● Altri casi in corso: Le indagini sui decessi di Claudio Citro (Reggio Emilia) e Anthony Ihaza Ehogonoh (Napoli) sono ancora in fase di accertamento per verifi care eventuali eccedenze colpose o nessi con patologie cardiache lievi.
Il piano di Antigone: sette raccomandazioni per la legalità
Di fronte a un quadro di opacità e rischi crescenti, Antigone chiede un cambio radicale di rotta attraverso sette punti urgenti:
- Commissione Scientifica Indipendente: Un organismo di esperti medici e giuridici per monitorare gli effetti reali e formulare linee guida vincolanti.
- Sospensione cautelativa: Fermare l’uso del Taser fi no a quando studi scientifi ci indipendenti non ne garantiscano la sicurezza.
- Registro Nazionale Obbligatorio: Creare un sistema centralizzato che documenti ogni singola attivazione, la durata degli impulsi e gli esiti sanitari.
- No al Taser in Carcere: Escludere categoricamente il dispositivo dagli istituti penitenziari, contesti ad altissimo rischio di abusi e sofferenze inutili.
- Stop alla Polizia Locale: Limitare l’arma a unità specializzate dello Stato, evitando la frammentazione operativa e formativa dei comuni.
- Regole d’ingaggio trasparenti: Adottare protocolli nazionali che vietino esplicitamente l’uso su donne incinte, anziani, bambini e persone in stato di alterazione psichica.
- Accountability totale: Garantire indagini indipendenti e comunicazioni pubbliche trasparenti per ogni episodio critico o decesso.
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Sabato, 4 luglio 2026 – Anno VI – n°26/2026
In copertina: un modello di pistola ad impulsi elettrici

