lunedì, Marzo 16, 2026

Italia, Politica

Pisa – La scuola è libertà

Osservatorio, Sindacati, docenti, collettivi studenteschi e persino Nonne in lotta in piazza contro le preoccupanti limitazioni alla libertà di insegnamento

di Giulia Fabrizi

Venerdì 13 febbraio anche a Pisa si è conclusa con un presidio, insediatosi alle 15:30 in Piazza Vittorio Emanuele II, la settimana di mobilitazione promossa – ed accolta in moltissime piazze, tra cui Milano, Brescia, Venezia, Bologna, Reggio Emilia, Massa, Livorno, Firenze, Pesaro, Roma, Napoli, Cosenza, Palermo, Catania, Messina, Cagliari – dall’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, Docenti per Gaza e dai principali sindacati del mondo della formazione (Flc-Cgil, USB, Gilda degli Insegnanti, Cobas Scuola, Cub, Sindacato Sociale di Base, Usb) in reazione ai recenti episodi che hanno gravato sul mondo della docenza.

Ci riferiamo, in particolare, alle ispezioni ministeriali avviate in molte delle centinaia di scuole che lo scorso 10 dicembre hanno partecipato online al webinar tenuto da Francesca Albanese, relatrice speciale ONU per i Territori Palestinesi, sulla crisi umanitaria a Gaza e sul fallimento del diritto internazionale nella gestione dei conflitti, cui essa è imputabile.

Nel contesto pisano hanno partecipato al webinar il liceo scientifico Ulisse Dini di Pisa e il liceo Eugenio Montale di Pontedera, nel quale ultimo l’ispezione ha condotto ad una contestazione di addebito a carico di una delle docenti. Il caso è di particolare gravità per due motivi. Da un lato,  perché l’ispezione è stata avviata in seguito a una denuncia da parte di esponenti locali degli stessi partiti di destra (Fratelli d’Italia e Lega) che hanno accusato le scuole in questione di non aver garantito il contraddittorio e di avere agito con l’obiettivo di indottrinare e fare propaganda, ma che hanno al contempo liquidato come “ragazzata” il propinamento da parte di Azione Studentesca – organizzazione legata a Gioventù Nazionale e, di conseguenza, a Fratelli d’Italia – agli studenti del liceo Leopardi-Majorana di Pordenone di un questionario in cui veniva esplicitamente chiesto se fossero presenti professori di sinistra che fanno propaganda durante le lezioni e di descrivere i casi più eclatanti. Insomma, evidente caso di doppiopesismo. Dall’altro, perché non c’erano gli estremi tecnici per richiedere un provvedimento del genere: come asserito dagli stessi docenti del liceo Montale, il webinar si inquadrava in un’iniziativa “organizzata su scala nazionale nell’ambito delle attività di educazione alla cittadinanza globale, come previsto dal curricolo di Educazione civica di istituto. Si è trattato di un’attività formativa condivisa con gli studenti, inserita nel quadro delle iniziative promosse dalla scuola per favorire la partecipazione democratica, la conoscenza delle istituzioni internazionali e il dialogo tra studenti e professionisti impegnati in contesti globali” senza “imposizioni, irregolarità, forzature didattiche”, cioè nel rispetto delle procedure, come ribadito da  Pasquale Cuomo, segretario provinciale della Flc-Cgil: “il collegio docenti si era espresso sull’iniziativa, il consiglio di classe era stato informato e così pure la dirigente”. 

Il presidio di venerdì 13 febbraio ha, perciò, avuto l’intenzione di rivendicare pubblicamente le tutele disposte dalla Costituzione alla libertà di insegnamento e le posizioni del corpo docente dei licei Montale di Pontedera e Dini di Pisa e dei rispettivi collettivi studenteschi, che hanno incontrato il più ampio sostegno dei movimenti studenteschi universitari, anche di recente nascita (Movimento Bernini Dimettiti), di altre associazioni che operano nella scuola (Gruppo Territoriale MCE di Pisa, Un Ponte Per e Il Chicco di Senape – Bottega Mondo) e di realtà politiche come Una città in comune, Rifondazione comunista, Potere al popolo, Movimento No Base, Cambiare Rotta.

Alcune sigle rappresentate a Pisa – Foto – @GiuliaFabrizi

I diversi interventi hanno mirato, ciascuno per il proprio ambito di competenza, a risvegliare la coscienza collettiva e ad incoraggiare un atteggiamento di opposizione ferma nei confronti di tendenze che sono ormai sistemiche nelle dinamiche interne alla scuola e di relazione esterna della scuola con le altre istituzioni e il mondo del lavoro.

L’Osservatorio e il Movimento Bernini Dimettiti denunciano la crescente militarizzazione e aziendalizzazione della scuola, USB la burocratizzazione del mestiere dell’insegnante. Da una parte, quindi, assistiamo ad una promozione professionale sempre più intensa delle forze armate nelle scuole, tramite protocolli d’intesa interministeriali e convenzioni e accordi in ambito locale; dall’altra si svilisce il ruolo del docente – che, schiacciato dalle pratiche amministrative, si vede ridotto sempre di più il tempo necessario alla formazione personale, e che, a causa dei nuovi ridimensionamenti e accorpamenti previsti, rischia di essere gettato in uno stato di totale precarietà –, si usano le scuole come bacino di approvvigionamento di forza-lavoro e le si svuotano del loro profondo mandato come luoghi di formazione interculturale ricca, articolata, plurale, e soprattutto critica.

In sintesi, lo Stato si rifiuta di adempiere ai suoi obblighi nei confronti dell’istruzione (Diritti in comune): tutelare i docenti, combattendo il precariato e garantendo salari equi; tutelare gli studenti, che, invece, non possono abitare la scuola in strutture materialmente adeguate, né con orario continuato e prolungato fino al pomeriggio. In un quadro in cui, nonostante tutto, i docenti ritraggono i propri alunni come curiosi, appassionati, interessati, anzi interamente coinvolti nel contesto storico-politico e socio-culturale in cui sono immersi: “desiderano sapere, informarsi, essere cittadini consapevoli; sono maturi e fanno autoformazione” (Docenti per Gaza).

Accogliamo, allora, tutti quanti, docenti e non, l’invito che i rappresentanti di Docenti per Gaza, degli studenti del liceo Montale e della CGIL ci offrono, nell’ottica di un “pensiero affermativo”, che coglie le criticità del momento storico, ma anche i possibili spazi di azione. Non lasciamoci silenziare da ricatti e intimidazioni. Organizziamoci – studenti, docenti e genitori – per difenderci. Recuperiamo una politica basata su un confronto costruttivo e promuoviamo nelle scuole una cultura di pace.

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Sabato, 14 febbraio 2026 – Anno VI – n°7/2026

In copertina: alcune sigle rappresentate a Pisa – Foto – @GiuliaFabrizi

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