mercoledì, Agosto 17, 2022

Cultura, Teatro & Spettacolo

L’amore, le armi: Enea, eroe moderno

Dalla guerra di Troia alla fondazione di Roma

di Laura Sestini

Debutto assoluto all’edizione 2022 del Teatro Festival di Napoli per l’ultima parte di una trilogia – iniziata nel 2017 con un lavoro sulle leggende dedicate alla nascita di Roma e proseguita nel 2021 con secondo spettacolo dedicato alla figura di Ulisse – la storia di Enea, eroe troiano, è l’epilogo della fuga dalla città Troia in fiamme, le sue vicende per il Mar Mediterraneo, Cartagine, Didone, le persecuzioni di Giunone, fino alla fondazione di Roma che in breve tempo diverrà caput mundi.

«Tityrus et fruges Aeneiaque arma legentur, Roma triumphati dum caput orbis erit. Ovidio – Amores 23-14 a.C. (Trad:Titiro e le messi e le armi di Enea si leggeranno finché Roma sarà la capitale del mondo soggiogato) »

Il progetto triennale, prodotto da QAcademy Impresa Sociale ha come obiettivo la valorizzazione del mondo classico attraverso spettacoli multidisciplinari con attori, musicisti e storici, e riletture di miti ed eroi dell’antichità attraverso visioni più contemporanee.

Virgilio nel suo immenso lavoro di letteratura epica dipinge Enea come il più umano degli eroi della mitologia greca, sensibile ai sentimenti del cuore ma anche ai valori morali.

Enea è visto come icona della devozione, la pietas, che potremmo tradurre con la più moderna compassione. Difatti le gesta compiute dall’eroe-mito troiano rivelano che non lascia indietro e protegge l’anziano padre Anchise – la memoria – trascinadolo in spalla; l’amore per la moglie Lavinia, perita nella guerra per mano achea, e neppure il futuro con il piccolo Ascanio, il figlio, stretto tra le sue forti braccia per portarlo in salvo.

Infine l’eroe trioano si insediò, sbarcando a Lavinio-lido di Enea, nell’odierno comune di Anzio, in terra laziale per gettare le fondamenta di Roma. Chissà se ai giorni nostri gli verrebbe attribuita altrettanta aurea per le guerre di conquista che compì nelle terre latine attraverso sanguinosi scontri diretti con i popoli autoctoni.

Certo, sono passati 2 mila anni dalla composizione virgiliana, allora gli Dèi erano molto potenti e influenzavano le azioni degli eroi mitologici a loro fantasia, i corsi storici erano imprevedibili rispetto alla società contemporanea, più strutturata e meno indirizzata dai sentimentalismi e dalla voce del cuore. E nonostante ciò si ritrovano molte similitudini sugli obiettivi finali che le due epoche intrensicamente perseguono.

Sul palcoscenico lo storico Giulio Traina anticipa tratti della trama del viaggio di Enea attraverso il Mar Mediterraneo, che i due attori, Viola Graziosi e Graziano Piazza, ripercorreranno nei dettagli, interpretandone i differenti personaggi, appassionati e appassionanti, nel loro lungo reading.

In tramezzo la world music della Banda Ikona, fondata da Stefano Saletti, in una commistione di atmosfere e stili sonori mediterranei – tra mandolini e percussioni e la calda voce dell’unico elemento femminile della band.

Uno spettacolo intenso ed interessante.

Solo la durata si è protratta un po’ troppo rispetto all’orario indicato in cartellone. Questo fattore allenta l’attenzione dello spettatore. Va da sé che i testi debbano essere seguiti alla lettera, altrimenti vengono smarrite le tracce dell’eroe troiano; quindi la rappresentazione necessita una partecipazione molto attiva del pubblico, ma attraverso un unico organo di senso, l’udito, poiché la scena sul palco rimane totalmente statica, anche se vocalmente espressiva.

Una scena dello spettacolo
Foto: Ivan Nocera/AgenziaCubo (tutti i diritti riservati)

La riflessione sul messaggio che porta l’Eneide, o la sua rivisitazione contemporanea, focalizza sulla tolleranza e l’empatia, ma contraddice sulla necessità (?) dei conflitti per arrivare alla pace.

Se è proprio Virgilio che loda le gesta di Enea – in una composizione di quasi 10 mila versi – e per tramite del personaggio troiano inneggia al conflitto per pacificare i popoli, bisognerà fargli sapere che dopo due migliaia di anni abbiamo escogitato una via di mezzo. Perché la guerra si trasformi in pace è necessario il dialogo.

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Lo spettacolo è andato in scena al Teatro Nuovo – Via Via Montecalvario, 16 a Napoli, domenica 12 giugno alle ore 19.0, nell’ambito del Napoli Teatro Festival 2022.

L’amore, le armi: Enea, eroe moderno

Regia Piero Maccarinelli

con Viola Graziosi, Graziano Piazza
Musica di Stefano Saletti e la Banda Ikona
Intervento storico critico di Giusto Traina

Tratto da Eneide di Publio Virgilio Marone nella traduzione di Mario Ramous, pubblicata da Marsilio e rivista da Dario Del Corno in collaborazione con Editori Laterza e con la direzione artistica di Piero Maccarinelli

Produzione QAcademy Impresa Sociale

Sabato, 25 giugno 2022 – n° 26/2022

In copertina: Una scena dello spettacolo – Foto: IvanNocera/AgenziaCubo (tutti i diritti riservati)

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