martedì, Agosto 18, 2026

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La Repubblica Islamica dell’Iran vista dal PJAK

Cinque passaggi chiave di analisi politica

Redazione TheBlackCoffee

Rivar Abdanan, portavoce del Partito della Vita Libera in Kurdistan (PJAK) in Iran, espone il punto di vista del Partito sulla Repubblica Islamica, alla luce della guerra con Israele e Usa e della fragile tregua. Il Partito della Vita Libera in Kurdistan (in curdo Partiya Jiyana Azad a Kurdistanê‎, PJAK) è un partito politico clandestino e un’organizzazione rivoluzionaria del Kurdistan iraniano fondato nel 2004. Si oppone al regime iraniano per realizzare una propria autonomia, e nella guerra Israele-Usa-Iran non si è allineato alla coppia Usa-Israele.

Se la Repubblica Islamica si stia preparando ad adattarsi al nuovo ordine mediorientale delineato da Trump e ad accettare l’egemonia israeliana, oppure si stia preparando a una guerra finale, diventerà chiaro nei prossimi mesi. Il comportamento della Repubblica Islamica, insieme alle tensioni interne all’apparato di potere, suggerisce che entrambe le possibilità restano aperte; tuttavia, l’ipotesi di una preparazione alla guerra appare al momento la più probabile.”

“L’attuale intesa tra la Repubblica Islamica dell’Iran e gli Stati Uniti è estremamente fragile ed è improbabile che possa durare nel tempo. Il livello di conflittualità successivo all’accordo indica che le fiamme della guerra difficilmente si spegneranno nel prossimo futuro. In sostanza, finché la Repubblica Islamica non si adeguerà al nuovo ordine regionale e non intraprenderà una trasformazione profonda, conflitto e tensioni continueranno. Sebbene Stati Uniti e Israele non abbiano ancora raggiunto i propri obiettivi, anche la Repubblica Islamica non è riuscita a sottrarsi alla minaccia esistenziale che incombe su di essa.”

“Né il compromesso né la guerra possono salvare l’Iran dalla sua attuale e profonda crisi. La Repubblica Islamica potrà anche cercare di sfruttare il dilemma tra guerra e compromesso per prolungare la propria sopravvivenza, ma poiché questi negoziati e queste intese non contemplano la lotta democratica del popolo iraniano né le sue rivendicazioni, e non fanno alcun riferimento alle politiche repressive e disumane del regime, nessuna delle due opzioni può realisticamente aprire la strada a una democratizzazione del Paese. La Repubblica Islamica ha perseguito una strategia esclusivamente orientata alla propria sopravvivenza e questo accordo non può costituire una base solida per realizzare le aspirazioni del popolo iraniano.”

“La strategia di rafforzare la lotta democratica popolare attraverso l’organizzazione di reti di resistenza di base in tutto l’Iran rappresenta l’unica via realmente praticabile. È questa la strada che la terza forza – il popolo e l’opposizione democratica e favorevole alla libertà – deve perseguire per prevalere sul regime. Non esiste alternativa al rafforzamento della società stessa e alla mobilitazione delle forze sociali organizzate, comprese donne e giovani, associazioni professionali, organizzazioni della società civile e reti territoriali promosse dai partiti e dalle organizzazioni democratiche.”

“Durante il conflitto tra la Repubblica Islamica, gli Stati Uniti e Israele, i Curdi sono rimasti estranei alla guerra. Ciò è avvenuto perché non vi era alcuna garanzia che un simile conflitto avrebbe favorito le loro aspirazioni di libertà, mentre avrebbe comportato rischi esistenziali ancora maggiori. Gli scontri verificatisi dopo l’intesa tra Iran e Stati Uniti, che hanno coinvolto il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) e i partiti curdi, sono stati esclusivamente il risultato degli attacchi unilaterali e delle incursioni militari dell’IRGC in Kurdistan. In questa fase, caratterizzata da una crescente escalation del confronto e della guerra, il mantenimento di una legittima forza di autodifesa rappresenta per i curdi l’unico strumento per tutelare la propria esistenza di fronte a possibili future aggressioni.”

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Sabato, 18 luglio 2026 – Anno VI – n°29/2026

In copertina: gruppo di donne militanti nel PJAK – Foto PJAK

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