mercoledì, Giugno 18, 2025

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Il PKK dichiara il disarmo

Le riflessioni del filosofo turco Eşber Yağmurdereli

Redazione TheBlackCoffee

Eşber Yağmurdereli, attivista pacifista turco per i diritti umani non vedente, Premio Internazionale per i diritti dell’uomo Ludovic Trarieux, ha trascorso quasi 20 anni in carcere ccon varie accuse relative ad affermazioni sulle violazioni dei diritti umani in Turchia. Più recentemente, era stato arrestato nel 1997 per un discorso tenuto sei anni prima sui diritti dei Curdi, rilasciato nel 2001.

A seguito del disarmo del PKK, il Partito dei Lavoratori curdi dichiarato dal leader curdo Abdullah Öcalan il 27 febbraio, l’uomo ormai ottantenne ha affermato che il PKK abbia compiuto un grande passo avanti e che la questione della pace ha posto delle responsabilità sull’intera società: “La vera responsabilità del processo di pace è adesso passata allo Stato”.

Il processo iniziato con lo storico appello di Öcalan il 27 febbraio è entrato in una nuova fase. In seguito a tale appello, il 1° marzo il PKK ha dichiarato un cessate il fuoco unilaterale e il 12 maggio ha reso pubbliche le decisioni del suo 12° Congresso, dichiarando di aver cessato la propria attività. Öcalan è l’attore più importante di questo processo di pace. L’idea che Devlet Bahçeli avesse avviato questo processo era sbagliata.

“Infatti l’idea di una lotta comune esiste fin dalla fondazione del PKK. Nel tempo ci sono stati molti tentativi di pace, ma ogni volta si sono trasformati in una provocazione. L’organizzazione ha pagato un prezzo elevato in questo senso. Ci sono stati colloqui tra il governo e Öcalan nel 2013. Ora siamo di nuovo a una soglia così importante”.

Eşber Yağmurdereli

Yağmurdereli, ha osservato come gli sviluppi in Medio Oriente e l’impasse in cui si trova la Turchia abbiano costretto lo Stato a un simile processo, e affermato: “La consapevolezza che le politiche espansionistiche di Israele in Medio Oriente includessero l’idea di entrare in Anatolia, ha costretto la Turchia a raggiungere un accordo con il PKK. Si sono resi conto di non poter proteggere il loro confine meridionale senza i Curdi. Per questo motivo, hanno cercato un accordo. In seguito, la questione della pace e del disarmo, di cui l’organizzazione parlava da anni, è entrata all’ordine del giorno. Se si guarda il linguaggio ufficiale dello Stato, viene presentato come se “il PKK fosse alle strette e stia deponendo le armi”.

Tuttavia, l’organizzazione aveva affermato fin dall’inizio che avrebbe deposto le armi e aveva già fatto dei tentativi. Nella sua difesa nel 1999-2000, Abdullah Öcalan affermò: “Non ho alcun problema con lo Stato, il mio problema è la democrazia”. In altre parole, ha usato la stessa identica espressione oggi. Questo significa parità di cittadinanza e rafforzamento della patria comune. Questo è il significato e l’obiettivo della dichiarazione del PKK, sottolineando che il PKK ha compiuto un passo molto importante e da ora in poi lo Stato ha la grande responsabilità di garantire un cambiamento in Turchia.

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Sabato, 17 maggio 2025 – Anno V – n°20/2025

In copertina: Duran Kalkan, membro del Consiglio esecutivo del Partito dei lavoratori del Kurdistan (PKK) – Foto: PKK Kongress

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