sabato, Luglio 11, 2026

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Il Parlamento Europeo chiede misure restrittive contro il Ministro della Giustizia turca

Akın Gürlek descritto attore chiave per la violazione delle libertà fondamentali contro Ekrem İmamoğlu e altri politici di spicco

Redazione TheBlackCoffee

Il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione che chiede l’adozione di misure restrittive nei confronti del Ministro della Giustizia Akın Gürlek per “violazioni dei diritti umani e delle libertà fondamentali”.

La risoluzione, approvata con 381 voti favorevoli, esorta l’Alto rappresentante dell’UE a valutare l’applicazione di sanzioni nell’ambito del Regime globale di sanzioni dell’UE in materia di diritti umani.

Le misure proposte includono il congelamento dei beni all’interno dell’UE. I membri del Parlamento hanno descritto Gürlek come “un attore chiave nell’apparato repressivo dello Stato”. Hanno anche criticato la sua recente promozione a ministro, definendolo “un attore politico che persegue un’agenda politica”.

Il Parlamento ha espresso profonda preoccupazione per un atto d’accusa di quasi 4.000 pagine, redatto sotto la responsabilità di Gürlek quando ricopriva la carica di procuratore generale di Istanbul. L’atto d’accusa è rivolto a Ekrem İmamoğlu, il sindaco di Istanbul sospeso, che era stato dichiarato candidato alla presidenza dalla dirigenza, ora rimossa, del principale partito di opposizione, il Partito Popolare Repubblicano (CHP).

İmamoğlu rischia fino a 2.430 anni di carcere con l’accusa di essere a capo di un’organizzazione criminale e di aver commesso 142 reati. La Corte europea dei diritti dell’uomo ha recentemente accolto la richiesta di İmamoğlu relativa alla sua detenzione, nell’ambito della procedura per i casi prioritari.

La risoluzione deplora inoltre la decisione del Tribunale amministrativo n. 5 di Istanbul del 23 gennaio, che ha respinto la richiesta di İmamoğlu di annullare la revoca del suo diploma universitario.

Gürlek è stato nominato ministro della Giustizia a febbraio. In precedenza, ha ricoperto la carica di viceministro della Giustizia (2022-2024), di giudice penale di alto grado e di procuratore generale (2024-2026), supervisionando diversi processi politici di alto profilo.

Come presidente del 14° Tribunale penale di Istanbul, Gürlek ha presieduto i collegi giudicanti che hanno condannato numerose personalità politiche, avvocati e giornalisti. Tra questi figurano Selahattin Demirtaş, ex co-presidente del Partito Democratico dei Popoli (HDP), Sırrı Süreyya Önder, ex deputata dell’HDP, Canan Kaftancıoğlu, ex leader del CHP a Istanbul, e l’Associazione degli Avvocati Progressisti (ÇHD).

Nel febbraio 2021, Gürlek ha inoltre emesso una decisione che ha contravvenuto a una sentenza vincolante della Corte costituzionale nel caso del giornalista Enis Berberoğlu.

Nello stesso anno, il Consiglio dei Giudici e dei Procuratori (HSK) ha promosso Gürlek al rango di giudice di prima classe, rendendolo idoneo alla nomina presso le corti supreme del paese, la Corte di Cassazione e la Corte Costituzionale.

Il Parlamento europeo ha ribadito che i negoziati di adesione della Turchia all’UE sono in una fase di stallo dal 2018 a causa del deterioramento della democrazia e dello stato di diritto. La risoluzione rileva che, a gennaio 2026, la Turchia aveva il maggior numero di casi pendenti presso la Corte europea dei diritti dell’uomo, pari a oltre un terzo del totale dei casi trattati dalla Corte.

Sottolinea inoltre una grave erosione della democrazia locale, rilevando che 28 sindaci dell’opposizione, di cui 18 del CHP e 10 del Partito per l’uguaglianza e la democrazia dei popoli (DEM), filo-curdo, sono stati rimossi dall’incarico e sostituiti da commissari nominati dal governo.

Il 13 giugno, il ministro ha replicato alla bozza di risoluzione del Parlamento, pubblicata in precedenza e contenente le stesse disposizioni che lo riguardavano, sostenendo in una dichiarazione scritta che la bozza di risoluzione stessa era politicamente motivata: “Distorcere i procedimenti giudiziari in corso in Turchia e condurre una campagna politica basata su casi in cui i processi sono ancora in corso; muovere accuse infondate contro la magistratura turca e contro di me: questa è una posizione che può essere spiegata solo da un pregiudizio ideologico.Questo approccio politicamente motivato, alimentato da certi ambienti all’interno del Parlamento europeo, mina la credibilità delle istituzioni che queste persone rappresentano. Per noi, ciò che conta veramente è la coscienza della nostra amata nazione e le decisioni dei tribunali indipendenti della Turchia.I rapporti del Parlamento europeo, tuttavia, sono testi politici di natura raccomandativa. Prendere di mira le istituzioni giudiziarie della Repubblica di Turchia attraverso questi testi è uno sforzo futile diretto contro la volontà nazionale e i diritti sovrani del nostro Stato.”

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Sabato, 20 giugno 2026 – Anno IV – n°25/2026

In copertina: Akın Gürlek – Foto: Diyarbakır Olay Gazetesi

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