domenica, Novembre 27, 2022

Notizie in breve

Haiti: povertà e violenza

redazione di TheBlackCoffee

Da giorni gli haitiani si sono riversati in piazza chiedendo di rimuovere il presidente Ariel Henry.

La causa principale è l’aumento dei prezzi del carburante e del cibo, ma se già il Paese centroamericano non versava in buone condizioni economiche e sociali prima dei due poderosi e tragici terremoti del 2010 e 2021, nella sua storia più recente non ha più visto reali momenti di tranquillità. La violenza dilaga ovunque, anche contro i religiosi, così come la corruzione e la povertà. La rivolta contro l’aumento dei prezzi del carburante e l’alto costo della vita si è trasformata in breve tempo in violenza con magazzini saccheggiati dalla popolazione, a cui le forze armate sparano – con attuali tre vittime – e il Paese è completamente paralizzato. Tutte le banche del Paese sono chiuse come tante ambasciate.

La folla ha preso d’assalto un magazzino del Programma alimentare mondiale – WFP – ha requisito tutto il cibo stivato e poi ha dato fuoco al luogo. Tra le richieste degli haitiani c’è l’uscita dal Paese delle forze dell’ONU e delle organizzazioni consociate, delle ONG a sostegno del Governo haitiano affiliato a Washington. Gli haitiani sono decisi a per riprendersi la sovranità nazionale.

Tutte le congreghe religiose si appellano alla comunità internazionale, sostenendo che non avevamo mai assistito a così tanta violenza nel Paese. Saccheggiata anche la Caritas diocesana di Gonaïves. Come riporta Vatican News, a Conferenza dei Religiosi di Haiti si esprime sulla situazione confermando di esser nel mezzo di una catastrofe umanitaria.

Sabato, 24 settembre 2022 – n° 38/2022

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