Lettera aperta di WHCA, Associazione di giornalisti che seguono la Casa Bianca
di Laura Sestini
Mentre l’opinione pubblica internazionale ancora si dimena tra il complotto e un reale attentato al presidente statunitense Donald Trump, e il presunto attentatore, il californiano Colen Tomas Allen, viene interrogato dai magistrati americani, le istanze sulla libertà di stampa della WHCA – White House Corrispondent’s Association – ovvero l’associazione dei giornalisti che scrivono di Casa Bianca, rimangono in secondo piano, ignorate dal destinatario a cui erano state indirizzate, intento nella propaganda politica e nucleare contro l’Iran, nel tentativo di mascherare la crisi energetica e la poco fragile economica globale, e altre complesse questioni politiche che coinvolgono anche l’Europa e la Nato
Ancor prima della cena di gala annuale presso l’Hilton Hotel di Washington, di WHCA, associazione senza scopo di lucro di corrispondenti esteri provenienti da testate che seguono la Casa Bianca – residenza ufficiale del presidente degli Stati Uniti e sede della stessa presidenza – l’Associazione aveva indirizzato una lettera aperta a Donald Trump per contestare la violazione del First Amendement della Costituzione degli Stati Uniti (First Amendment – Congress shall make no law respecting an establishment of religion, or prohibiting the free exercise thereof; or abridging the freedom of speech, or of the press; or the right of the people peaceably to assemble, and to petition the Government for a redress of grievances. Traduzione: Primo Emendamento – Il Congresso non emanerà alcuna legge che stabilisca una religione di Stato o che ne proibisca il libero esercizio; né limiterà la libertà di parola o di stampa; né il diritto del popolo di riunirsi pacificamente e di presentare petizioni al Governo per la riparazione dei torti subiti.)
Il casus belli risale a febbraio scorso quando, in pochi giorni, circa 300 giornalisti vennero licenziati, compresi tutti i corrispondenti esteri del Washington Post, il cui proprietario è l’imprenditore Jeff Bezos (dal 2013), meglio conosciuto come patron di Amazon.
Trump, per la prima volta durante i suoi mandati, ha partecipato alla cena dei Corrispondenti del 25 aprile, insieme alla First Lady ed ai suoi più stretti collaboratori politici della Casa Bianca, il vicepresidente D. J. Vance, il segretario di Stato, Marco Rubio, la portavoce Karoline Leavitt, ed altri funzionari.
Secondo il Daily Beast, testata opinionista statunitense, il Presidente intendeva sfruttare l’occasione per lanciare un rimprovero ai giornalisti e affrontarli di persona.
A proposito di “colpi sparati“, una curiosa coincidenza giunge proprio dall’addetta stampa della Casa Bianca, Leavitt, ripresa da Fox News poco prima che Allen entrasse nella hall dell’Hilton e venissero sparati dei colpi di pistola, non da lui, sembra, ma dagli agenti di sicurezza per fermarlo.

portavoce della Casa Bianca, poco prima della sparatoria – Andiamo a fare pazzie!”
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Sabato, 2 maggio 2026 – Anno VI – n°18/2026
In copertina: Donald Trump nella Sala Ovale, attorniato dai suoi collaboratori – Foto di archivio www.whitehouse.gov/gallery/

