Tra tardo gotico e Rinascimento, il maggiore autore dell’iconografia cristiana
di Laura Sestini
Suddivisa in due magnifiche sedi espositive, fino al 25 gennaio sarà visibile a Palazzo Strozzi e al Museo di San Marco, nel capoluogo toscano, la ricca e importante mostra dedicata a Frà Giovanni da Fiesole, meglio conosciuto come Beato Angelico.
Il pittore fiorentino (1395 -1455) è oggi considerato il vertice più alto della pittura sacra della cristianità, della sua iconografia non solo estetica, e uno dei principali maestri dell’arte italiana e mondiale di tutti i tempi.
Attraverso la collaborazione tra le due sedi museali fiorentine, e altri importanti poli culturali al mondo, il Prado di Madrid, The Metropolitan Museum of Art, New York, i Musei vaticani, il museo della University of Oxford, Lindenau-Museum Altenburg, Staatliche Museen Berlin, National Gallery of Ireland, il Louvre ed altri, sono state riunite e sono esposte circa 140 opere, tra i dipinti dell’Angelico e alcuni suoi contemporanei – allievi come Benozzo Gozzoli o ispiratori come Lorenzo Monaco e Gherardo Starni suoi primi maestri, e altri artisti dell’epoca che alla sua visione e talento artistico avevano contribuito e/o attinto – che mostrano le grandi abilità plastiche del frate domenicano, tra i primi a infondere tridimensionalità e prospettiva alle maestose opere a lui commissionate sui temi della vita di Cristo, della Madonna e dei Santi che accompagnavano facendo ala al percorso “dal divino all’umano” dell’esperienza sulla Terra di Gesù sceso tra gli uomini, iniziando la rivoluzione pittorica rinascimentale parallelamente al coevo Masaccio (scomparso a soli 27 anni), da cui si fece influenzare.

Tavola principale: Madonna col Bambino in trono, e i santi Antonio di Padova, Ludovico di Tolosa, Francesco d’Assisi, Cosma, Damian e Pietro Martire
Predella: Santi Domenico, Bernardino da Siena e Pietro; Cristo in pietà; Santi Paolo, Girolamo e Benedetto
1450-1452. Firenze, Museo di san Marco. Foto: ElaBialkowska _Okno Studio
L’esposizione ha una grande carica cromatica, grazie anche ad alcuni recenti restauri, scintillante nelle sontuose rifiniture in oro dei dettagli degli abiti e degli sfondi che risaltano le dimensioni prospettiche in cui sono inseriti i numerosi personaggi che popolano i dipinti: santi, apostoli, madonne, angeli e serafini. Persino Adamo ed Eva.
Una mostra molto luminosa, come i raggi dorati della grazia divina che viene irradiata dall’alto dei cieli verso i prescelti sulla Terra, che l’Angelico posa nelle mani divine a dimostrazione della concreta e percettibile chiamata di Dio.
La parte espositiva di Palazzo Strozzi, si sviluppa in più sezioni relative ad altrettante fasi delle opere e di percorso geografico-artistico di Angelico: Firenze, Roma, Orvieto, Anghiari, il Mugello sua terra di origine, dove veniva chiamato a ornare chiese e cappelle private ma anche importanti opere pubbliche commissionate da Papi e famiglie regnanti, come la dinastia Medici di Firenze, il cui prestigio si affermava durante il Rinascimento anche attraverso la commissione di pale d’altare, in cui devozione religiosa e rappresentanza politica si intrecciarono.
Rare sono le informazioni giunte fino ai giorni nostri dell’uomo Guido di Pietro, e il domenicano Frà Giovanni, del convento di San Domenico a Fiesole (FI), l’Ordine dei frati predicatori e mendicanti a cui apparteneva. Di lui si narra comunque come una persona molto devota e umile, che non dipingeva se prima non avesse pregato e che non tornava a ritoccare le sue magnifiche opere, perché ispirate da Dio, tantoché l’appellativo di “angelico” glielo attribuì Giorgio Vasari, un secolo dopo la morte, nel suo volume “Le Vite” (1550) dedicato ai più grandi artisti e architetti italiani, mentre Beato è stato proclamato solo nel 1982 da Papa Giovanni Paolo II, il papa polacco.
Il Museo di San Marco – nel 1400, voluto da Cosimo de’ Medici, era un convento dove alcuni domenicani furono trasferiti da Fiesole, e dove anche il pittore lavorò e visse, divenuto poi uno dei maggiori centri spirituali e artistici della città – è sede di affreschi stanziali realizzati dall’Angelico in alcune aree progettate da Michelozzo, architetto fiorentino suo contemporaneo, parte delle quali trasferite a Palazzo Strozzi, sede principale della mostra, dove vi si trova una sala dedicata.
Parallelamente alle opere pittoriche, molte le attività culturali sull’Angelico e sulla Firenze dell’epoca, di cui rimangono gli appuntamenti del 14 e 21 gennaio 2026.
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Beato Angelico
Sedi di Firenze, Palazzo Strozzi e Museo di San Marco
26 settembre 2025 – 25 gennaio 2026
A cura di Carl Brandon Strehlke
con Stefano Casciu e Angelo Tartuferi Promossa e organizzata da Fondazione Palazzo Strozzi, Ministero della Cultura – Direzione regionale Musei nazionali Toscana – Museo di San Marco
Sostenitori pubblici
Fondazione Palazzo Strozzi:
Comune di Firenze, Regione Toscana, Città Metropolitana di Firenze, Camera di Commercio di Firenze
Sostenitori privati
Fondazione Palazzo Strozzi:
Fondazione CR Firenze, Fondazione Hillary Merkus Recordati, Comitato dei Partner di Palazzo Strozzi
Main Partner: Intesa Sanpaolo
Con il supporto di: Maria Manetti Shrem, The Jay Pritzker Fund, Gruppo Beyfin S.p.A., AON, Officina Profumo-Farmaceutica di Santa Maria Novella
Sponsor: Unicoop Firenze
Partner tecnici: Gruppo FS, Rinascente, Toscana Aeroporti, Autolinee Toscane
- Mercoledì 14 gennaio, ore 18.00
Palazzo Strozzi
Angela Matteuzzi e Lucia Cioppi (Atelier) raccontano Crocifissione sagomata con i santi Girolamo, Maria Maddalena e Francesco d’Assisi di Pesellino - Mercoledì 21 gennaio, ore 18.00
Palazzo Strozzi
Silvia Verdianelli racconta Armadio degli Argenti di Beato Angelico
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Sabato, 27 dicembre 2025 – Anno V – n°52/2025
In copertina: Beato Angelico – Pala della compagnia di San Francesco in Santa Croce (Trittico francescano)
San Girolamo e san Giovanni Battista, con l’angelo annunciante; Madonna col Bambino in trono, con la Trinità; San Francesco d’Assisi e sant’Onofrio, con la Vergine annunciata 1428-1429. Firenze, Museo di San Marco, inv. 1890, n. 8496 – Foto: ElaBialkowska _Okno Studio

