domenica, Maggio 10, 2026

Italia, Politica

Roma Capitale avamposto dell’autonomia differenziata

Forzature sulla Carta costituzionale

Redazione TheBlackCoffee

Il 29 aprile, oggetto dei dibattiti e dei voti alla Camera dei Deputati è stata l’autonomia differenziata.

A un’interrogazione dell’on. Alfonso Colucci, del M5S, che denunciava le illegittimità delle preintese siglate dal Governo con Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria, il ministro Calderoli ha risposto riaffermando la volontà di andare avanti a tutti i costi; non si è vergognato, peraltro, di mentire, sostenendo che la legge 86 sull’autonomia differenziata non sarebbe stata intaccata dalla sentenza 192/2024 della Corte costituzionale. Ha con forza risposto l’on. Vittoria Baldino, del medesimo gruppo parlamentare: ‘Ministro, ma dov’è la rigorosa e approfondita attività istruttoria, di cui parlava, sulla specificità del territorio prescritta dalla Corte costituzionale, se le preintese sono identiche per tutte le regioni che le hanno richieste? E allora non c’è una specificità e non c’è un’istruttoria’.

Oltre al question time, la Camera dei deputati ha approvato ieri, in prima lettura, il disegno di legge costituzionale n°2564, relativo alle competenze legislative da trasferire a Roma Capitale. Il Governo e la sua maggioranza parlamentare di destra hanno di nuovo deformato la Costituzione, continuando la loro guerra ai suoi principi fondamentali. Questa volta, sotto attacco è l’art. 114, che enumera gli enti costituenti la Repubblica, di cui d’ora in poi farà parte ‘Roma capitale’.

A Roma Capitale saranno devolute perciò competenze legislative concorrenti in 11 materie: trasporto pubblico locale; polizia amministrativa locale; governo del territorio; commercio; valorizzazione dei beni culturali e ambientali; promozione e organizzazione di attività culturali; turismo; artigianato; servizi e politiche sociali; edilizia residenziale pubblica; organizzazione amministrativa.

Inoltre, con un emendamento del Governo, voluto dalla Lega, si è stabilito che la ‘legge dello Stato può attribuire ai Comuni capoluogo delle Città metropolitane ulteriori e specifiche funzioni amministrative sulla base dei princìpi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza’. Insomma, altre città con poteri particolari; e già si sono proposte Milano e Venezia, che potranno ottenere nuove competenze da gestire con forme di autonomia differenziata. Così va avanti il disegno di frammentazione dell’unità della Repubblica, e con esso si allontana l’obiettivo dell’uguaglianza dei diritti civili, politici e sociali. Sì, perché se i grandi comuni potranno godere di autonomie speciali, i loro cittadini godranno di uno status speciale; e, tuttavia, all’interno dei singoli grandi comuni, aumenteranno le disuguaglianze sociali, come proprio il caso di Milano insegna. A Milano, accanto alla ‘città da bere’, cioè ai quartieri ricchi e del lusso, c’è la città dei lavoratori, delle persone anziane, dei giovani lavoratori, di studenti e studentesse che per sopravvivere sono spinti ai suoi margini; a Milano – città della moda e dei servizi avanzati – dilagante è il lavoro precario e supersfruttato, e gli affitti sono alle stelle.

Roma ha bisogno di risorse per svolgere le sue funzioni di capitale? Certo; ma non c’è bisogno di deformare la Costituzione per destinarle finanziamenti per il loro adempimento; e l’esperienza del Giubileo e della gestione dei beni culturali dimostra che Roma ha bisogno della cooperazione tra i diversi livelli istituzionali per affrontare i suoi drammatici problemi, che sono, al pari di quelli delle altre città, la mancanza di case, gli affitti alti, la disoccupazione, il degrado permanente delle periferie, la ghettizzazione dei migranti. Questi problemi nulla hanno a che fare con la Costituzione.

AVS e il Movimento 5Stelle hanno portato avanti una forte opposizione a questo disegno di legge e, in generale, contro ogni ipotesi di attuare l’autonomia differenziata. I/le deputati/e – Zaratti, Zanella, Colucci – hanno motivato le ragioni del loro NO al DdL su Roma Capitale, che provocherà nuove disuguaglianze e nuove asimmetrie istituzionali. L’on. Morassut ha spiegato i motivi dell’astensione del PD, che pure ha partecipato alla redazione del suddetto disegno di legge su Roma Capitale, su impulso del sindaco Gualtieri.

Comitati contro l’autonomia differenziata auspicano che il PD, in occasione delle prossime letture – alla Camera e al Senato – voti contro questo disegno di frammentazione delle istituzioni della Repubblica, per chiudere tutti i varchi alla secessione dei ricchi.

Comitati contro ogni autonomia differenziata continuano a lanciare un grido di allarme: i disegni del Governo per consentire alle Regioni più ricche del Nord di separarsi dal resto del Paese intervengono dopo che lo stesso Nord ha fruito del lavoro a basso costo dei migranti del Sud d’Italia, delle infrastrutture e dei finanziamenti pubblici. A nulla è valso, evidentemente, l’esempio della famiglia Agnelli; che con i soldi pubblici ha costruito le sue fabbriche in Italia e poi ha traslocato altrove, lasciando macerie.

Comunicato: Comitati per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata, l’uguaglianza dei diritti e l’unità della Repubblica e Tavolo No AD

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Sabato, 2 maggio 2026 – Anno VI – n°18/2026

In copertina: Milano, quartiere Giambellino_Lorenteggio – Foto: Egidio Dellacroce

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