sabato, Settembre 05, 2026

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Al sesto mese di detenzione Wael Naouar inizia lo sciopero della fame “Sumud”

Il leader della Flotilla tunisina in carcere a El-Mornaguia

Redazione TheBlackCoffee

TUNISI – La Global Sumud Flotilla (GSF) esprime profonda indignazione e grande preoccupazione in seguito all’annuncio che Wael Naouar, membro del Comitato Direttivo, ha ufficialmente iniziato lo “Sciopero della Fame di Sumud”, domenica 16 agosto.

Confermato dal Comitato Nazionale per la Difesa degli Attivisti della Flottiglia Sumud durante una conferenza stampa a Tunisi, lo sciopero della fame di Naouar segna una nuova e pericolosa fase nella sua protesta contro la detenzione preventiva in corso, nonché contro quella di tre altri organizzatori: Ghassen Henchiri, Ghassen Boughdiri e Nabil Channoufi.

La decisione di Naouar di mettere a rischio la propria incolumità fisica è la continuazione di una vita dedicata alla giustizia. Dai suoi primi anni alla guida del movimento studentesco tunisino e dal suo lavoro all’interno del Partito dei Lavoratori, al suo ruolo centrale nelle campagne di boicottaggio internazionali e nelle flottiglie per la libertà, Naouar ha sempre scelto di porsi al centro della lotta. Anche quando fu minacciato direttamente e per nome da funzionari israeliani prima della partenza della prima Flottiglia Sumud, Naouar si rifiutò di farsi intimidire, scegliendo invece di unirsi alla flottiglia che sfidava il blocco per portare aiuti e schierarsi al fianco di Gaza.

Ora, al sesto mese di detenzione nel carcere di El Mornaguia, sito a sud-ovest della capitale, Naouar si trova ad affrontare un nuovo fronte nella stessa lotta. Lui e i suoi tre compagni sono stati arrestati nel marzo 2026, poco dopo che le autorità tunisine avevano bloccato la partenza prevista della Flottiglia Globale Sumud dal porto di Sidi Bou Said. Rimangono detenuti con accuse finanziarie che il GSF denuncia come inventate e politicamente motivate, un tentativo di criminalizzare l’azione umanitaria e la solidarietà organizzata con la Palestina in Tunisia. Mentre tre co-organizzatori sono stati rilasciati con condizioni restrittive che vietano la libertà di movimento politico, i “Sumud 4” rimangono dietro le sbarre in condizioni di sovraffollamento e degrado, con accesso ritardato alle cure mediche essenziali.

Wael Naouar

Naouar è ​​padre di due figli (Yasar e Sumud) ed è noto ai suoi compagni e alleati per la sua calma resilienza e per la sua presenza inconfondibile alle proteste, dove indossa magliette con immagini di forti eroi, anime che affrontano sfide impossibili. Ora Naouar sta vivendo esattamente la stessa prova nella realtà. Oggi, la stessa resilienza viene messa alla prova in prigione, dove lo sciopero della fame è diventato il suo ultimo mezzo di protesta contro la detenzione prolungata e per chiedere giustizia.

Importanti sindacati, organizzazioni per i diritti umani e altre organizzazioni a sostegno della causa palestinese, così come diversi parlamentari in tutto il mondo, hanno espresso la loro piena solidarietà ai detenuti della Sumud, considerando la continuazione della loro detenzione una vergognosa macchia sulla storia del sostegno della Tunisia alla lotta palestinese.

La Global Sumud Flotilla ritiene le autorità tunisine pienamente responsabili dell’incolumità fisica e della vita di Wael Naouar e dei suoi compagni di detenzione.

La GSF chiede l’immediato e incondizionato rilascio dei quattro membri della Sumud, l’archiviazione di tutte le accuse a loro carico e la revoca di tutte le restrizioni imposte agli organizzatori rilasciati. In attesa del loro rilascio, le autorità devono garantire immediatamente un’assistenza medica completa e condizioni di detenzione conformi ai loro diritti fondamentali.

Le vessazioni dello Stato non cancelleranno mai l’imperativo morale di porre fine al genocidio a Gaza né scoraggeranno coloro che sono solidali con il popolo palestinese. La GSF rimane fermamente al fianco di Wael Naouar, della sua famiglia e dei nostri compagni imprigionati e invita la società civile di tutto il mondo a chiedere il loro immediato rilascio.

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Sabato, 22 agosto 2026 – Anno VI – n°34/2026

In copertina: l’entrata dell’istituto di detenzione tunisino El Mornaguia

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