Per la costruzione di una società giusta e democratica
Redazione TheBlackCoffee
Il Partito per la Vita Libera del Kurdistan (PJAK) ha emanato una dichiarazione in occasione della Giornata Internazionale delle Donne.
Nella dichiarazione, il PJAK si è congratulato con le donne, in special modo con quelle democratiche e aspiranti alla libertà, e ha enfatizzato il ruolo importante delle donne nel cambiamento sociale, in Iran e nel Rojhelat (kurdistan iraniano). Il partito ha evidenziato lo slogan “Donna, Vita, Libertà” e ha dichiarato che la libertà delle donne riveste importanza essenziale per la costruzione di una società giusta e democratica.
La dichiarazione ha aggiunto: “Nel periodo che verrà, Iran e Kurdistan orientale indubbiamente diverranno terre di donne libere. Quantunque i movimenti delle donne nel mondo continuino a basarsi sulla consapevolezza ideologica e su nuove prospettive, predomina oggi un sistema basato su principi avversi alle donne, di controllo sulla vita e sul mondo. Tale sistema non riconosce le donne come esseri umani uguali e le tratta come un genere secondario. In un mondo simile, il progresso tecnologico, artistico e scientifico, come anche il potere politico e sociale, sono utilizzati frequentemente dal sistema dominante per tenere le donne nell’oppressione. Pertanto è necessaria la lotta quotidiana, in tali condizioni”.
La dichiarazione prosegue: “Nell’Iran odierno, che è fra i sistemi più antifemminili della regione, il governo è stato contrassegnato da valori patriarcali. Per oltre quattro decenni, la società si è mossa verso la distruzione perché alle donne è stata negata la libertà. Quasi ogni cosa è stata trasformata in strumento contro le donne. Tuttavia, non c’è dubbio che la società in Iran e nel Kurdistan abbia raggiunto ora un livello di consapevolezza adeguato per una rivoluzione condotta da donne. La rivoluzione dei popoli dell’Iran oggi, in special modo la rivoluzione “Donna, Vità, Libertà”, ha raggiunto un importante livello. Nel trascorso mese di gennaio la società ha dato testimonianza ancora di un’ondata di consapevolezza e di protesta, e questo mostra che la fine dell’oppressione contro la società e contro le donne è divenuta visibile. La Repubblica Islamica, avversa alle donne, ha raggiunto il suo stadio finale. È divenuto più evidente che un nuovo Iran potrà soltanto conseguire un sistema rispettoso della propria diversità, se lo si costruisce sulla base del principio “Donna, Vita, Libertà”.
Il PJAK ha sottolineato che “in questo momento storico, in cui l’Iran si trova dinanzi a una trasformazione importante e si avvicina un mutamento di regime, il destino delle donne e del loro diritto alla libertà è una rilevante priorità per il nostro partito. Gli attacchi da parte di Stati Uniti e Israele hanno accelerato il processo di cambiamento, in Iran. Tuttavia quel che darà forma a una società realmente libera sarà la consapevolezza e il risveglio del popolo. Su questo sentiero, soltanto la democrazia è fondamento per una civiltà democratica che possa conferire alle donne il loro giusto ruolo nella società, in Iran e nel Kurdistan orientale. Ciò ha inizio con il riconoscimento del diritto delle donne a partecipare alla politica, alla gestione, all’amministrazione della società, perché le donne sono state una delle forze maggiori della nuova rivoluzione iraniana. Questo sarà anche un importante banco di prova per il futuro dell’Iran. In un nuovo Iran, il futuro della società, delle donne, e dell’ambiente deve essere collocato al centro delle linee politiche e dei programmi. Una società realmente libera dovrebbe essere misurata per mezzo della libertà di questi tre pilastri, e in special modo della libertà delle donne. Pertanto abbiamo davanti un grosso storico banco di prova per le società dell’Iran e del Kurdistan orientale”.
Il PJAK ha dichiarato che “rimane impegnato, vincolato a questi principi per garantire i diritti naturali delle donne, e che prosegue la lotta per le donne. Il cambiamento dovrebbe avere inizio con il rilascio delle donne che in Iran sono prigioniere politiche. Utilizzando i risultati conseguiti dal movimento kurdo per la libertà può essere costruito un Medio Oriente più bello. Le donne kurde in Medio Oriente, oggi, non dispongono soltanto di forti organizzazioni sociali ma anche delle loro proprie forze rivoluzionarie e di guerriglia. Queste organizzazioni operano sulla base del paradigma di una società democratica ed ecologica, imperniata sulla libertà delle donne. Esse sono diventate una fonte di ispirazione e di sostegno per le popolazioni della regione e per le donne amanti della libertà del mondo intero. Il progresso delle donne kurde va oltre le condizioni attuali di misoginia e di arretratezza politica che predominano in molti Stati dell’area. Questi conseguimenti sono stati ottenuti attraverso decenni di lotta e di duro lavoro, e sono di valore per i popoli della regione, in special modo per il popolo kurdo”. Il PJAK “si congratula ancora una volta con tutte le donne, specialmente con quelle che lottano per la libertà e per la democrazia, nella Giornata Internazionale delle Donne dell’8 Marzo. Facciamo appello a tutti i membri consapevoli della società affinché onorino e celebrino questa giornata. Una società misogina e retrograda è una società a dominio maschile, e una simile struttura non ha più ragion d’essere fra la popolazione kurda. La coincidenza con la storica trasformazione dell’Iran di questi giorni è molto significativa. La libertà per le donne in un Iran mutato è la principale condizione per tutte le altre libertà. La libertà del popolo kurdo e la libertà delle donne sono strettamente connesse. La forza del nostro movimento proviene dalla lotta unitaria del nostro popolo, delle donne, e dalla guida di Abdullah Öcalan. Da ora in avanti, attraverso la lotta, l’unità nazionale e democratica, l’organizzazione della società, è possibile conseguire la completa libertà”.
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Sabato, 7 marzo 2026 – Anno VI – n°10/2026
In copertina: lo slogan delle donne curde “Donna, vita, libertà”

