Passeggiate, guanti e fake news

Valle d’Aosta, paesaggio tra le nubi – Foto di Simona Maria Frigerio

Pillole di coronavirus

di Simona Maria Frigerio

Dopo aver spiegato a cosa servono le mascherine (www.theblackcoffee.eu/mascherine-queste-sconosciute/) e come utilizzarle, speravamo di non dover tornare sull’argomento come conduttrici di un qualche talk show. Purtroppo ciò che si paventava – ossia che l’uso della mascherina, frainteso come modo per non essere contagiati, portasse a comportamenti controproducenti – ci è saltato all’occhio oggi stesso.

Dopo soli pochi giorni dalla distribuzione, porta a porta, delle mascherine, a opera del Sindaco di Firenze, si vedono già gli esiti di tali scelte. Facendo la spesa a Lucca ho, infatti, potuto osservare da vicino le conseguenze psicologiche e pratiche di tali input politici. Avventori tutti in mascherina (di foggia e spessore molto diversi, in gran parte semplici panni attaccati tramite un taglio nel tessuto alle orecchie, molte con spazi tra il viso e il tessuto, alcune bagnate di sudore, altre ingrigite dall’uso e altre ancora portate solo sulla bocca) e in gran numero con guanti di gomma pre-indossati, alcuni evidentemente usati più volte, diversi a mani nude (senza alcuna accortezza di disinfezione prima e dopo la spesa) e solamente tre persone, compresa me stessa, che si sia lavata le mani prima di indossare i guanti monouso, e poi se le sia rilavate dopo averli gettati via, appena terminati gli acquisti.

A questo punto pare indispensabile fare ciò che la politica non considera prioritario, come una conduttrice da talk show: evitare la retorica e informare correttamente prendendo le istruzioni sull’uso dei guanti e sul lavarsi le mani direttamente dal sito dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

L’Oms dichiara che, per prevenire il contagio da coronavirus, occorre mantenere la distanza di sicurezza di circa un metro per evitare che una persona possa sternutire o tossire “irrorandoci” con goccioline di muco o saliva; lavarsi le mani frequentemente con acqua e sapone o con sostanze disinfettanti; oltre a sternutire e tossire in fazzoletti di carta da gettare immediatamente in un cestino chiuso. I guanti da preferire sono quelli monouso, mentre quelli di gomma trattengono i virus con i quali si viene in contatto toccando gli oggetti e, di conseguenza, indossandoli a lungo si rischia di trasferire il Covid-19 dalle mani alla faccia (grattandosi gli occhi o toccandosi naso o bocca). I guanti, quindi, utilizzati impropriamente danno false sicurezze, così come le mascherine. Meglio non usare nulla e lavarsi più spesso le mani.

Per completare il quadro, segnaliamo un’altra tra le fake news che sta trasformandosi nell’ennesima beffa nei confronti di quegli italiani pressoché murati in casa. Nonostante l’acrimonia del potere contro chi passeggia, il contagio si diffonde con ben altri modi e mezzi. E se oggi un’anziana signora mi segnala di avere ricevuto una multa di 400 Euro per aver camminato su un sentiero di campagna, dove non c’era nessuno e che, anche normalmente, può essere considerato una tra le zone meno frequentate della città di Lucca, sorge spontaneo il dubbio che il Governo stia cercando di recuperare i 600 Euro – che elargirà magnanimamente ai liberi professionisti – con una serie infinita di sanzioni pecuniarie a comuni cittadini che prendono una boccata d’aria.

A riprova di tale visione politica, le dichiarazioni via FB del Sindaco di Massa, Francesco Persiani, che afferma, testuali parole: «Le persone che girano, che corrono, che passeggiano in realtà non fanno altro che propagare il virus a tutte le altre persone». Fake news in quanto il Covid-19 non è un virus aereo ma, soprattutto, non è camminando o correndo – se si mantengono le succitate distanze e, tanto più, se ci si muove in solitaria o con familiari – che si contagiano gli altri o si è contagiati. Tali affermazioni sono fuorvianti, creano ulteriori situazioni di stress psico-fisico e stanno trasformando l’Italia in un Paese che si ammala andando al lavoro – ma non ha più alcuna valvola di sfogo a compensazione del difficile periodo che sta vivendo.

La verità è che i veicoli del contagio sono altrove, come da dichiarazioni del 21 marzo di Roberta Turi, Segretaria Generale della Fiom-Cgil di Milano, titolate su Il Fatto Quotidiano: “Qui 15 imprese metalmeccaniche con lavoratori contagiati e alcune restano aperte”. Il 23 marzo ADNKronos rincarava facendo i conti delle aziende rimaste in attività dopo i decreti emanati dal Governo, ossia “oltre 800 mila, il 39,9%… sul totale delle imprese monitorate a livello nazionale. In Lombardia sono oltre 155 mila quelle considerate essenziali e dunque rimaste aperte, ovvero circa il 38,8%”. E il 7 aprile, sempre Roberta Turi denunciava a Il Giorno: “Decine di aziende stanno riaprendo l’attività chiedendo l’autorizzazione al Prefetto, in quanto si dichiarano funzionali ad assicurare la continuità della filiera delle attività essenziali indicate dal Governo”. Ecco, quindi, cosa è realmente accaduto: i contagi sono continuati non per colpa del runner o della signora che fa due passi su un sentiero, bensì perché il virus si è trasmesso negli uffici, sulle metropolitane, nelle catene di montaggio.

Il Covid-19 è arrivato con la valigetta del manager in business class e continua a imperversare per assicurare alla nostra macchina economica di non incepparsi del tutto, mentre taglia le forme di socializzazione culturale, di scambio umano, di pensiero critico, di movimento all’aria aperta – attività, tutte, che si potrebbero fare senza pericolo di contagio. Se si persevererà su questa strada, finiremo tutti per offrirci di lavorare gratis – così da poter almeno uscire di casa!

Oggi più che mai bisognerebbe smetterla di vessare i cittadini e di inculcare false certezze o additare presunti untori. Oggi occorre riaprire le imprese in sicurezza, come richiesto dal Presidente di Confindustria Veneto, Enrico Carraro, insieme ai colleghi di Piemonte, Lombardia ed Emilia-Romagna. Occorre altresì mettere in sicurezza i mezzi pubblici – il che significa non solamente igienizzarli ma intensificarli in modo che non si creino resse e salgano sui vagoni tranviari e ferroviari le persone che possono, effettivamente, occupare i posti a sedere. Occorre allungare e non accorciare gli orari dei negozi e dei supermercati così che non si formino assembramenti, moltiplicando il numero di quelli aperti per aumentare l’offerta e diminuire le concentrazioni di avventori. E ancora, creare situazioni di sicurezza nelle Asl e negli ospedali, proteggendo il personale ma altresì gli utenti e i pazienti, non infettati, dal contatto con i positivi al Covid-19. E infine, fornire informazioni corrette, ossia comprendere come responsabili politici e far comprendere ai cittadini che potremo, non solamente lavorare ma riprendere ad avere una vita sociale, se manterremo tutti il metro di distanza e, molto banalmente, ci laveremo spesso le mani.

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