Orizzonti Verticali, venerdì 28 agosto

OV20 – Entanglement_studio2. Foto di Francesco Spagnuolo (tutti i diritti riservati, vietata la riproduzione)

Bianchisentieri, Il Dottor Semmelweis ed Entanglement_Studio2, le tre performance della seconda giornata di Festival

di Simona Maria Frigerio

San Gimignano. Piazza Duomo si trasforma in palcoscenico per Bianchisentieri, la versione a solo del lavoro molto più complesso presentato, sempre nell’ambito di Orizzonti Verticali, nel 2015. Al posto del rosseggiare del tramonto di allora, un suggestivo gioco di luci dialoga con la danzatrice e, soprattutto, con il costume (di Rosaria Minneci) costituito da fogli di carta che rimandano sia al fruscio di fondo che, solamente in un secondo momento, si trasformerà in accompagnamento musicale, sia all’installazione (Sentieri di carta) sulla quale si svolge la performance – una pedana ricoperta da un telo bianco sul quale i passanti sono chiamati, durante il Festival, ad attaccare pagine di libri per ricostruire un racconto originale. Suggestivo incontro a livello poetico che manca, però, dell’elemento corale che dava indubbiamente maggiore forza e pregnanza al discorso coreografico di cinque anni fa.

A seguire, Il Dottor Semmelweis, una lettura scenica che, in tempi di pandemia, narra la vicenda reale di un medico ungherese dell’Ottocento il quale, per primo, comprese il nesso tra le mani lorde di viscere e sangue degli studenti di medicina dopo le autopsie e quelle stesse mani, non lavate, che visitavano le donne incinte, causando loro infezioni che portavano alla febbre puerperale, prima, e alla morte, infine. Interessante la denuncia del bigottismo ottocentesco che faceva risalire il decesso direttamente al concepimento. In effetti, essendo spesso le donne ricoverate nella struttura di Semmelweis povere ragazze madri, il moralismo ottuso e sessista dell’epoca considerava come una giusta punizione il dolore e la morte per quelle “peccatrici”. Lavarsi le mani, ieri come oggi, diventa quindi una questione prioritaria e una norma igienica che può salvare la vita. Peccato che la lettura scenica abbia una struttura narrativa più pedagogica che drammatica e che la resa attorale si dimostri eccessivamente enfatica.

A conclusione di serata, Entanglement_Studio2, coreografia e interpretazione di Lorenzo di Rocco e Jennifer Lavinia Rosati. La cosa più interessante di questo work in progress è Il passaggio da luci fredde e, quindi, anche metaforicamente respingenti, a luci calde, avviluppanti – e sottolineate da una musicalità dove prevalgono le armonie sulle precedenti dissonanze.

Prima di chiudere, però, un paio di considerazioni su questo genere di danza, andando oltre la performance specifica – ancora allo stadio embrionale – per ragionare sul più vasto universo coreutico contemporaneo italiano. Un universo, spiace ammetterlo, sempre più privo di senso, dove l’età anagrafica dei soggetti coinvolti non corrisponde minimamente a novità sulla scena, dato che le performance, sempre più minimali (anche per scarsità di mezzi oltre che di idee e professionalità), paiono essere la riproposizione stantia di discorsi ormai vecchi.

Non è un caso, forse, che Fabbrica Europa (di cui Orizzonti Verticali è un tassello, seppure originale e a sé stante) apra con il solo Violin Phase, terzo dei quattro movimenti che compongono Fase, Four Movements to the Music di Steve Reich – la prima performance creata da Anne Teresa De Keersmaeker (ormai una habituée del Festival fiorentino) che debuttò nel 1982 a Bruxelles (quando, probabilmente, possedeva un qualche senso di rottura). Oggi, vedere Yuika Hashimoto e Soa Ratsifandrihana, che si alternano nelle repliche, muoversi per venti minuti in senso circolare, reiterando rotazione e torsione, è solo l’ennesimo esempio di una danza che non sa più ballare, il che significa che non sa più comunicare con un proprio linguaggio discorsi di senso compiuto, emozioni, storie.

All’estero, al contrario, da Nederland Dans Theater 2 (https://www.google.com/amp/s/teatro.persinsala.it/quando-la-danza-e-danzata-florence-dance-festival-2018/51696/) ad Alonzo King (https://teatro.persinsala.it/irregular-pearl-e-rasa/84), la danza non smette di essere linguaggio autonomo basato su una conoscenza approfondita della tecnica (come lo scrittore deve padroneggiare la grammatica e la sintassi), dei limiti e delle possibilità del proprio corpo, all’interno di un discorso complesso scritto a più mani, ossia con il coreografo e il regista passando per il musicista. La vera novità per la danza contemporanea italiana, in questi tempi eccessivamente pro under (under 35, 25, a breve dubitiamo under 15), sarebbe di tornare a ballare.

Orizzonti Verticali 2020
San Gimignano, varie location
venerdì 28 agosto, dalle ore 11.00 alle ore 19.00
piazza Duomo
Sentieri di carta
concept Tuccio Guicciardini e Patrizia de Bari
a cura di Giardino Chiuso
realizzazione scenica Takeshi Tamashiro
(installazione)

ore 19.00
piazza Pecori
Omaggio a Carlo Quartucci
presentazione del libro Stravedere la scena. Carlo Quartucci. Il viaggio nei primi venti anni 1959-1979 di Donatella Orecchia
(incontro/performance)

ore 20.00
piazza Duomo
Giardino Chiuso presenta:
Bianchisentieri
ideazione Tuccio Guicciardini e Patrizia de Bari
coreografia Patrizia de Bari
interprete Camilla Diana
costume Rosaria Minneci
elaborazioni sonore Daniele Borri
coproduzione Giardino Chiuso e Fondazione Fabbrica Europa
con il sostegno di Mibac, Regione Toscana
(performance site-specific)

ore 21.00
piazza delle Erbe
Mondo Estremo presenta:
Il Dottor Semmelweis
con Sergio Basile
mise en espace
Andrea Di Bari
(teatro)

ore 22.00 e 22.30
Rocca di Montestaffoli
di Rocco/Rosati presentano:
Entanglement_Studio2
coreografia e interpretazione Lorenzo di Rocco e Jennifer Lavinia Rosati
musiche Zack Hemsey
produzione Giardino Chiuso/Orizzonti Verticali, Fondazione Fabbrica Europa nell’ambito del progetto di Residenza Orizzonti Verticali_cantiere danza sostenuto da COB Compagnia Opus Ballet con il contributo di Mibac, Regione Toscana
(danza)

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