Nedko Solakov e Armando Testa


Gli amanti Armando Testa 1985/2020 Fotografia a colori su alluminio 47x67x2
Courtesy the Artist & Galleria Continua Photo by Nino Chironna All rights reserved

A San Gimignano, Galleria Continua presenta una doppia personale all’insegna dell’ironia

di Simona Maria Frigerio

L’elemento onirico denunciato fin dal titolo, The artist-collector’s dream (a nice thing) / Il sogno dell’artista-collezionista (una cosa piacevole), riverbera in una serie di opere, ma anche di giochi interattivi, che Nedko Solakov (artista bulgaro ironicamente sovversivo) propone ai visitatori di Galleria Continua, coinvolgendo più sensi contemporaneamente in una sinestesia a volte discordante – come, ad esempio, in The Calming Sounds, opera composta da suoni rilassanti che si infrangono e rifrangono in una serie di giochi ottici in grado di produrre, al contrario, un’ansia quasi ipnotica.

Come nella recente esposizione di Wes Anderson e Juman Malouf, Il sarcofago di Spitzmaus e altri tesori (https://artegrafica.persinsala.it/wes-anderson-e-juman-malouf-il-sarcofago-di-spitzmaus-e-altri-tesori/12108), nella milanese Fondazione Prada, ci troviamo in una wunderkammer perturbante, una specie di camera delle meraviglie dove l’occhio dell’artista/qui collezionista, il succitato Solakov, gioca con la fantasia del suo ospite, grazie a una carrellata di opere da lui scelte, amate ed esposte (e, in certo senso, anche recensite, grazie alle scritte sui muri, che corredano ogni pezzo trasformando l’objet trouvé in objet élu). Solakov predilige lavori dove s’innervano alcuni elementi distensivi con altri disturbanti, nel senso di inquietanti – come, per esempio, nell’abbinamento di The Enclosure, laddove il materiale tattilmente morbido, vellutato, riveste una struttura ossessivo-costrittiva che potrebbe rimandare, anche nel rivestimento interno, alle vergini di ferro (o di Norimberga).

Di segno opposto, Six Roots, Mémoire / Memory di Chen Zhen, un patchwork multicolore (in tessuto, metallo e inchiostro, 2000) che fonde pensieri positivi e utopie con stracci, abiti logori e pezzi di tessuto disegnato, ricreando un microcosmo fantastico, una fabbrica di sogni infantili simili, per significato ma anche per segno (nella predilezione per l’arte povera) a quelle favelas coloratissime ricreate con i bambini di Salvador de Bahia, che tornano alla mente insieme alle emozioni lontane 17 anni, nate dall’incontro con il geniale cinese che sapeva ancora giocare, sebbene stesse morendo, e a cui il Pac di Milano regalò una personale – tuttora vivissima nella nostra memoria.

E ancora, Mirror Glow (Black Mist/Pagan Gold, 2019, acciaio inossidabile laccato) di Anish Kapoor, dove è il gioco di specchi e materiali che, riflettendo, ingloba, inabissando il visitatore in un gorgo che rimanda inevitabilmente a Descension (nel 2015, in esposizione sempre a Continua); mentre l’opacità, che avvolge e cancella la nostra immagine riflessa – stravolta in una distopia alla Isaac Asimov – pare smentire la possibilità stessa di un incontro/confronto con l’opera e il suo autore sul piano del reale.

Di tutt’altro segno la personale dedicata a uno tra i più famosi pubblicitari italiani, Armando Testa (l’ideatore di Carmencita), dotato di una spiccata personalità artistica e di un irrefrenabile senso dell’ironia in grado di travalicare i rigidi schematismi della comunicazione mediatica o della propaganda del marketing.

In mostra diversi bozzetti che, uniti ai titoli, restituiscono quella vena creativa che ha, sì, reso famosa una catena di supermercati ma, soprattutto, rivela originalità di pensiero e tratto. Nei piccoli studi c’è molta poesia, e un’inconfondibile capacità di antropomorfizzare gli oggetti, propria della migliore tradizione Disney – ma meno zuccherosa e più sagace. Dalla lampadina/limone alla sardina con le ali (due pezzi di wafer) passando per l’uovo fritto/ufo, una mostra che tocca le corde della nostalgia per quel Carosello che metteva a letto i bambini – dove contavano fantasia e capacità di narrare più che il volto del testimonial o l’appeal di uno status, fasullo come l’attuale mondo patinato da spot.

Le mostre continuano:
Galleria Continua
via del Castello, 11 – San Gimignano
fino a domenica 6 settembre
orari: da lunedì a domenica, dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 19.00 su appuntamento

The artist-collector’s dream (a nice thing)
creata da Nedko Solakov

Le sirene di Armando Testa

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