Metti una notte di mezza estate con Igor Protti e Bobo Rondelli

Bobo Rondelli (sx) e Igor Protti (dx) durante il passaggio della chitarra donata in beneficienza
Foto ©Laura Sestini – riproduzione vietata

Un evento pieno di risate, musica di qualità e impegno sociale

di Laura Sestini

A Piombino, in provincia di Livorno, per contrastare il caldo estivo, la psicosi da pandemia e infine ridare giustamente luce alla cultura e allo spettacolo, un fitto Cartellone di eventi estivi è stato organizzato dalla Proloco – supportata dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco di centro-destra Francesco Ferrari.

Location d’eccezione, ricavata in un piazzale affacciato sul mare, nella caratteristica zona del porticciolo, per una kermesse ove, tra i nomi più conosciuti, troviamo Vinicio Capossela, Alex Britti, Bobo Rondelli, Andrea Scanzi. Tutti gli spettacoli sono gratuiti, previa prenotazione online – per la quale occorre immettere le proprie generalità.

Serata privilegiata, senz’altro per i livornesi, è risultata l’accoppiata Igor Protti – ex attaccante del Livorno Calcio, al quale contribuì per l’ascesa in serie A, con i suoi 24 goal, uniti a quelli realizzati dal compagno di squadra Cristiano Lucarelli, durante il Campionato del 2003-2004 – con Bobo Rondelli, amatissimo cantautore livornese.

La commistione della carriera calcistica di Igor Protti con le melanconiche – ma insieme briose e sentimentali – composizioni ed esecuzioni di Bobo Rondelli, potrebbero sembrare un contrasto, al contrario è un incontro decisamente felice, con comun denominatore ‘la livornesità’, caratteristica peculiare della parte di toscani che vive lungo la Costa Etrusca – popolare, dissacrante, giocosa e anche un po’ menefreghista (…e speriamo di non offendere nessuno perché ne diamo un’accezione positiva, n.d.g.). Qualcosa che si potrebbe riassumere con le parole di Hawaii da Shangai (Shangai è un quartiere popolare di Livorno) di Bobo Rondelli, oppure con Licantropi, una ballata dolcissima sull’amore. Per descrivere Bobo Rondelli non si può usare un unico vocabolo, perché in lui albergano un gran numero di soggetti diversi, che si palesano nell’arte musicale (musicista e compositore di gran livello), nei suoi testi, nella satira a tutto campo sul palco, irriverente e senza dio, unita a una forte sensibilità umana – anche se ama di più mostrarsi come dal titolo di un suo album del 2002, Disperati, intellettuali, ubriaconi.

Personalità completamente opposta a Bobo Rondelli, Igor Protti, sempre molto educato nei modi e molto meno propenso a raccontare di se stesso, nonostante le domande incalzanti del presentatore, se non per parlare della sua carriera calcistica peraltro molto nota – che ha attirato fino a Piombino degli esponenti della Curva Nord del Livorno per applaudire il loro idolo – ebbene, Protti ha dialogato a lungo con gli spettatori, tra i quali erano presenti anche la madre dell’ex calciatore e i figli. Originario di quella Rimini felliniana e altrettanto popolare degli anni 60/70, ha raccontato alcuni aneddoti sia personali, come il fatto di accompagnare da piccolo, il padre, alla Casa del Popolo del suo quartiere; sia della brillante carriera calcistica – con qualche neo, come un litigio con un giocatore avversario (lui sempre così corretto in campo), finita con una testata.

A completare le trait d’union della serata – tra Protti e Rondelli – è comparso, non inserito in Cartellone, Andrea Luci, attuale capitano e centrocampista del Livorno Calcio, per raccontare della sua battaglia, come genitore, contro la fibrodisplasia ossificante progressiva, una malattia genetica che colpisce un bambino ogni due milioni, di cui è affetto il figlio e il suo impegno con l’Associazione Fop Italia Onlus.

Igor Protti (sx) e Andrea Luci (dx)
Foto ©Laura Sestini – riproduzione vietata

Uno scambio a tre, tra i noti personaggi presenti sul palco, con Igor Protti che riceve ufficialmente una bella chitarra elettrica bianca di Bobo Rondelli, i cui proventi – dovuti alla vendita – saranno devoluti a sostegno dell’Associazione Fop (ente costituito da genitori e parenti di persone, principalmente bambini, malate di fibrodisplasia ossificante progressiva), di cui Andrea Luci è testimonial.

Il concerto di Bobo Rondelli, sempre sboccato e poetico insieme, completa la serata, dove non mancano battute ironiche – ma amichevoli – nei confronti del sindaco Ferrari, per il suo orientamento politico; scherzi e parodie canore su Andrea Bocelli, al quale Rondelli racconta di aver inviato un’email con un nuovo pezzo da poter eseguire insieme, rifiutato dal cantante lirico, e al cui diniego Rondelli replica che ovvierà spedendo qualcos’altro a Mick Jagger, giunto ultimamente a Castagneto Carducci.

Una serata dove non mancano le parole, preoccupate e canzonatorie insieme – per mantenere il livello di leggerezza del lungo evento live – sulla guerra; sui bambini congolesi che recuperano il coltan – necessario per far funzionare i telefoni cellulari – dentro profonde buche di terra ove spesso lasciano la loro giovane vita; sui migranti, Papa Francesco, le prostitute e la tratta delle donne, l’ambiente, la pandemia. Bobo Rondelli tocca, tra un pezzo e l’altro, tutti gli argomenti sensibili della società odierna.

Una nota molto forte precede il pezzo Nara F.dedicato dal cantautore alla madre scomparsa da alcuni anni. Il musicista, infatti, ne spiega il testo, che tratta di violenza sessuale sui minori, e racconta che la madre, ancora tredicenne, giovane lavoratrice nelle vigne di Castagneto Carducci, avrebbe subito tali violenze dai padroni-latifondisti, che non avevano remore al riguardo, dato che consideravano i dipendenti come una parte della proprietà. Il pezzo, melodioso e dolcissimo, ogni volta travolge tutti i possibili sentimenti umani. Grande prova di Bobo Rondelli.

Complimenti al Comune di Piombino e alla Proloco nella persona del presidente Simone Anastasia, per la portata degli spettacoli a entrata libera che, dopo mesi di stop al lavoro, danno modo ai cittadini di poter usufruire di momenti culturali e relax psico-economico.

Ultim’ora – Leggiamo dai titoli sul Il Tirreno e Il Telegrafo del 14 agosto che la Lega denuncia scorrettezze di Bobo Rondelli verso le donne che votano il partito di Salvini e tutte le piombinesi. https://iltirreno.gelocal.it/piombino/cronaca/2020/08/14/news/lega-contro-bobo-rondelli-nel-suo-show-ha-offeso-le-donne-piombinesi-1.39193911/amp/

Essendo presenti al concerto, non abbiamo riscontrato né scorrettezze verbali o fisiche nei confronti delle donne in generale, né tantomeno sulle leghiste piombinesi.

Per quanto riguarda il punto che si sarebbe fatta campagna elettorale con i soldi pubblici (data l’entrata gratuita agli spettacoli), consigliamo – come giornalisti e anche esperti della carriera musicale di Bobo Rondelli – agli elettori e ai rappresentanti leghisti che ne rivendicano le parole, di valutare che Bobo Rondelli è livornese, e nella città di Livorno è nato il Partito Comunista Italiano nel lontano 1921, da una fusione con gli anarchici, che ivi già avevano sede.

In base a ciò, possiamo confermare senza ombra di dubbio che Bobo Rondelli rispecchia la personalità che ben conosciamo – e che ha mostrato sul palco, a Piombino, lo scorso 10 agosto – 365 giorni all’anno, e che i suoi concerti prevedono sempre argomentazioni a 360° come, del resto, i testi delle sue composizioni, precedute e seguite da battute e aneddoti.

Detto ciò, indirettamente, solleviamo dalle accuse l’amministrazione di Ferrari sulla questione dello sperpero di soldi pubblici, e ringraziamo l’organizzazione per l’ottima scelta degli ospiti sul palco e della riuscita della serata, leggera e impegnata allo stesso tempo.

Alla Lega piace molto fare polemica e, purtroppo, non si smentisce nemmeno questa volta. La politica, in senso di propaganda, durante la serata Protti-Rondelli, non è mai stata di casa; semmai lo scherzare, ‘toscanamente’, tra opposizioni politiche, come d’uso nella vita quotidiana o come andare a prendere il ponche al bar. Basta polemiche, parliamo di cose serie, che ce n’è davvero bisogno. Magari dateci spiegazioni sui bonus da 600 Euro entrati nelle tasche dei parlamentari, che a noi giornalisti son toccate le briciole.

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