L’Amministrazione Autonoma in Siria di Nord-Est annuncia un’amnistia generale

Nel campo di al-Hawl
Foto Unicef

Circa 20.00 prigionieri saranno rilasciati

di Laura Sestini

Con la sanguinosa battaglia per espugnare la roccaforte jihadista di Baghouz, conquista effettuata dalle Forze Democratiche Siriane a marzo 2019 (dove, peraltro, rimase ucciso in un’imboscata l’internazionalista fiorentino unitosi alle YPG curde, Lorenzo Orsetti), si è decretata ufficialmente la vittoria militare sull’Isis.

Sebbene ciò sia stato ritenuto rassicurante dalle potenze mondiali che operano sul campo nel contesto bellico siriano – quali Usa, Turchia e Russia – in questi lunghissimi mesi trascorsi da allora, numerosi e violenti episodi si sono succeduti – emblematico, tra tutti, l’invasione da parte della Turchia il 9 ottobre 2019 di alcuni territori della Confederazione Autonoma in Siria di Nord-Est, poi trasformata in safe-zone a controllo turco-russo, su accordo tra le tre succitate potenze straniere in loco.

La guerra, in realtà, prosegue in versione low-intensity, con milizie jihadiste sparse sul territorio – in gran parte a seguito della Turchia – che colpiscono soprattutto i civili attraverso violenze, sequestri di beni e abitazioni, stupri a carico di giovani donne e sparizioni di ambo i sessi.

Sia durante il periodo del conflitto contro l’Isis, che dopo la fine delle battaglie ufficiali, l’Amministrazione Autonoma si è fatta carico dei prigionieri di guerra – miliziani appartenenti al Califfato ma anche a gruppi paralleli – instaurando delle prigioni di fortuna, dove sono detenuti circa 10 mila uomini.

Parallelamente le famiglie dei jihadisti, mogli e bambini, sono stati ricollocati soprattutto nel campo profughi di al-Hawl, nei pressi del confine iracheno, dove risultano circa 70 mila persone, di cui – secondo i dati Unicef – 40 mila sono minorenni, moltissimi bambini, di 60 nazionalità differenti, e in migliaia cittadini siriani.

L’AANES – Amministrazione Autonoma della Siria di Nord Est – fin dalla fine della guerra ha lanciato appelli ai vari Paesi di provenienza dei mercenari dell’Isis, arrivati in Iraq e Siria per l’affiliazione al Califfato islamico (tematica su cui avevamo già scritto http://www.theblackcoffee.eu/jihad-e-foreign-fighter/), per il loro rimpatrio e per un equo processo.

In questi 18 mesi, solo pochissimi Paesi hanno risposto all’accorato appello, mentre l’Amministrazione Autonoma era, e rimane, ben consapevole di non avere né le persone – in numero di avvocati e giudici – né le risorse economiche o le competenze, in fatto di giurisprudenza internazionale, per poter affrontare un tale iter.

Quindi, non c’è di che stupirsi se il Consiglio di Giustizia della Siria di Nord-Est è stato costretto a decisioni forzate – anche a seguito delle denunce di organizzazioni umanitarie, come l’Unicef, che indicavano il campo di al-Hawl come un luogo dove le condizioni di vita erano precarie, sia riguardo alla salute di adulti e bambini, sia per la loro incolumità. Sono stati infatti denunciati numerosi atti di violenza, oltre ad alcuni decessi – all’interno della struttura sotto il controllo della polizia (Asaysh) curdo-araba – perpetrati dai gruppi di donne jihadiste internate nei confronti di altre donne che non sottostanno alla legge coranica.

Di conseguenza, mentre si liberano un certo numero di detenuti accusati di reati ritenuti minori, si lavora per il rilascio dei cittadini siriani che vivono dentro all’immenso campo profughi situato nel deserto siriano.

AANES, attraverso fonti ufficiali, informa che: “Molti prigionieri nel Nord e nell’Est della Siria saranno rilasciati tramite un’amnistia generale o la loro pena sarà dimezzata. La decisione, che include alcune eccezioni per garantire la sicurezza nella regione e sancire il diritto delle vittime alla giustizia, segue l’annuncio di un’amnistia per i cittadini siriani a Hawl Camp”.

La mossa ha lo scopo di promuovere un nuovo approccio alla giustizia, rivitalizzare le relazioni con la comunità e alleviare la pressione nelle carceri che affrontano il peso di oltre 10 mila combattenti dell’ISIS, mentre si sta tuttora lavorando al testo dell’amnistia separata per i cittadini siriani detenuti ad al-Hawl Camp.

Di seguito il testo della risoluzione approvata dal Consiglio Generale di Giustizia dell’Amministrazione Autonoma della Siria di Nord-Est.

Risoluzione numero 5

Per tutti i reati commessi prima del 10/10/2020 viene concessa un’amnistia generale e globale secondo quanto segue:

Articolo 1: [minori] infrazioni e reati:

A – Per le infrazioni, l’intera penalità [viene annullata, il che significa che l’individuo è libero di andare].

B – Per i reati, l’intera pena [viene annullata].

Articolo 2: Sui crimini

A – L’ergastolo è sostituito dalla reclusione temporanea per un periodo di venti anni

B – Tutte le sanzioni temporanee devono essere dimezzate [es. 20 anni fino a 10 anni ecc.]

C – L’ergastolo o la pena temporanea per qualsiasi persona condannata affetta da una malattia incurabile [viene annullata]

D – L’intero ergastolo o pena temporanea per un condannato che abbia compiuto i settantacinque anni di età alla data della presente risoluzione [è annullato]

E – La sentenza riguarda la descrizione penale dell’atto, non la condanna.

Articolo 3: Sono esclusi dalle disposizioni della presente delibera:

R – [Coloro che si sono resi colpevoli di] crimini di tradimento e spionaggio.

B – Delitti d’onore.

C – Crimini di stupro.

D – Reati di traffico di droga e proliferazione.

E – Leader, alti comandanti e formatori di organizzazioni terroristiche; e membri di organizzazioni terroristiche coinvolte in azioni militari e attentati; e quelli condannati per casi di terrorismo che non hanno avuto il loro buon comportamento dimostrato da una lettera delle autorità competenti [es. i detenuti terroristi di basso rango possono essere rilasciati ma a discrezione delle autorità].

F – i condannati, ma che si nascondono e fuggono dalla giustizia, a meno che non si consegnino entro sessanta giorni a partire dalla data della presente risoluzione se si trovano ancora all’interno delle aree dell’Amministrazione Autonoma della Siria settentrionale e orientale, ed entro novanta giorni per quelle fuori di essa.

 G – Multe di qualsiasi tipo.

Articolo 4: Fermo restando quanto previsto dagli articoli 1 / e 2 /, si prevede che per beneficiare delle disposizioni della presente delibera:

A – La persona condannata deve consegnare pagamenti, indennità e obblighi imposti a favore dell’attore, o [l’attore] sottostando alla rinuncia al diritto personale [es. se l’attore ha diritto alla restituzione, deve rinunciare a tale diritto].

B – Per i reati, le violazioni e i delitti in corso di processo, l’amnistia non è rilevante a meno che non si rinunci a un diritto personale o si concluda una transazione con l’autorità pubblica competente.

C – Abbandono del diritto personale nei reati di omicidio [es. le vittime devono essere d’accordo prima che qualcuno colpevole di omicidio sia rilasciato].

Articolo 5: A – Il Consiglio per la giustizia sociale formerà una commissione medica per esaminare i beneficiari delle disposizioni del paragrafo / C / dell’articolo 2 della presente risoluzione sulla base di una richiesta presentata dal beneficiario entro un periodo massimo di trenta giorni dalla data della sua applicazione.

B – I rapporti della commissione medica saranno autenticati con decisione del Consiglio per la giustizia sociale

Articolo 6: Questa decisione ha effetto dalla data della sua emanazione da parte del Consiglio Generale dell’Amministrazione Autonoma della Siria settentrionale e orientale.

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