Epidemie di Serie A ed epidemie di Serie B

Le nostre povere cose, Vietnam – Foto di Simona Maria Frigerio

Pillole di coronavirus

di Simona Maria Frigerio

Il coronavirus pare il nemico pubblico numero uno. Ma è l’unica pandemia a devastare il mondo?
L’Hiv/Aids, secondo l’Istituto Superiore della Sanità, affliggeva, nel 2018, quasi 38 milioni di persone a livello globale, con un aumento di 1 milione e 700 mila casi in un solo anno. Ogni settimana sono state diagnosticate 6 mila nuove infezioni da Hiv soprattutto in donne tra i 15 e i 24 anni e, nell’Africa Sub-sahariana, 4 su 5 infettati erano ragazze di età compresa tra i 15 e i 19 anni (ossia il futuro del continente). I morti, nel 2018, per quanto diminuiti, si attestavano intorno ai 770/780 mila.
Con la malaria non va meglio. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, per il 2017, ha reso noto che la stima dei casi registrati tocca i 219 milioni esseri umani, mentre i decessi ammontano a 435 mila. Forse non ne sentiamo parlare perché l’80% di coloro che muoiono per questa malattia sono concentrati in 16 Paesi dell’Africa Sub-sahariana e in India. Sempre l’OMS rileva che la dengue è oggi endemica in oltre 100 Paesi e interessa circa 50 milioni di persone. La forma emorragica obbliga all’ospedalizzazione di oltre 500 mila pazienti l’anno – in gran parte bambini – con un tasso di mortalità almeno del 2,5%. In caso di assenza di trattamento, questa percentuale può superare il 20%.
E il colera, ormai praticamente scomparso in Europa, continua a mietere vittime? Nonostante sia un’infezione che può uccidere in poche ore ma, d’altro canto, essere efficacemente trattata con semplici flebo (così come si potrebbe evitare la malaria se solamente si proteggessero tutti i letti e i giacigli con retine antizanzare), l’OMS stima tra il milione e 300mila e i 4 milioni i casi di colera annuali, mentre i deceduti variano – a livello mondiale – tra le 21 mila e le 143 mila persone. Venendo alla comune influenza, nonostante le vaccinazioni coprano le categorie maggiormente a rischio (per età, patologie pregresse e lavoro), la stessa determina morti sia dirette sia indirette. L’European Centre for Disease Prevention and Control stima che in Europa, ogni anno, fino a 50 milioni di persone contraggano un’influenza sintomatica, e di conseguenza un numero variabile tra i 15 mila e i 70 mila decessi annuali correlati all’infezione.
E qui ci fermiamo per non diventare pedanti.

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