‘Desaparecidos’ in tutte le lingue del mondo

Le ‘Madri del Sabato’ a Istanbul
Foto – Alexandros Michailidis/Shutterstock

Da Plaza de Mayo ai giorni nostri

di Laura Sestini

Nonostante le sparizioni più note del XX° secolo rimangano quelle in Argentina e Cile – e nell’America Latina in generale durante le dittature militari degli anni 70/80 – le persone scomparse risultano centinaia di migliaia anche negli anni successivi e in numerosi altri Paesi del mondo.

A oggi, per esempio, si stimano 15 persone scomparse in media ogni giorno in Messico – con un totale di 40 mila dal 2016 – mentre altre 16 mila risultano nel solo Iraq per l’anno 2019.

Egitto, Siria, Iran, Turchia, sono tra i Paesi attualmente più a rischio, senza dimenticare il conflitto interno in Sri Lanka, a causa del quale – dagli anni 80 – non si hanno più notizie di oltre 100 mila individui, oltre alle ex Repubbliche sovietiche.

Secondo Amnesty International dal 2011 al 2015 in Siria – durante il conflitto tuttora in corso – sono finite nel nulla circa 85 mila persone, mentre relativamente alla guerra in Bosnia-Erzegovina degli anni 90, non si hanno ancora notizie di circa 8 mila individui.

Attualmente – dal sito del Federal Bureau of Investigation (FBI) – negli Stati Uniti risultano scomparse 97 persone (che paiono un numero troppo esiguo rispetto ai 300 milioni di abitanti statunitensi), di cui la maggioranza sono donne, numerosi i minori, e almeno una decina i bambini in tenera età.

Anche in Italia – secondo il Viminale – i numeri sono allarmanti, risultando – dal 1974, ovvero da quando è stata istituita la banca dati delle persone scomparse – 61.826 le persone svanite nel nulla, ancora non ritrovate; la maggioranza di queste – 45.028 – sono minorenni, prevalentemente stranieri.

Tra i nomi più noti dei desaparecidos italiani, ricordiamo Ylenia Carrisi – scomparsa a New Orleans nel 1994 – Padre Paolo Dall’Oglio (Siria, luglio 2013) ed Emanuela Orlandi, scomparsa in circostanze misteriose il 22 giugno 1983, all’interno dello Stato del Vaticano, che vedrebbero coinvolti enti religiosi, servizi segreti di numerosi Paesi, lo Stato italiano e il Banco Ambrosiano – legato quest’ultimo anche alla vicenda della loggia massonica P2.

Ovunque nel mondo, dagli anni 70, i numeri dei missing – le persone scomparse – sono importanti e non tendono a diminuire, per cui la Commissione per i Diritti Umani delle Nazioni Unite ha approvato, nel 2006, la Convenzione internazionale per la protezione di tutte le persone dalla sparizione forzata, poi ratificata il 20 dicembre 2010 con la Risoluzione 61/117, e ha istituito per il 30 agosto di ogni anno la Giornata nternazionale per le vittime delle sparizioni forzate.

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