Cos’è esattamente il 5G?

U.S. Air Force – photo by Senior Airman Thomas Barley

Gli ambiti di utilizzo del wireless 5G sono molteplici. Ma sono tutti socialmente utili? (parte seconda)

di Laura Sestini

Geopolitica

Nel pieno dilagare della pandemia da Covid-19, il presidente Trump – la settimana scorsa – ha firmato un documento, consueta provocazione al resto del mondo in odore di insulto rispetto alla preoccupante situazione sanitaria negli Stati Uniti, primi in classifica per contagiati e decessi da Covid-19 (anche se non in percentuale rispetto alla popolazione),  per estrarre risorse minerarie dalla Luna.

Gli Stati Uniti non hanno mai firmato il Trattato sulla Luna del 1979, in base al quale l’uso non scientifico delle risorse spaziali deve essere regolato da ordinamenti internazionali, e al contrario, nel 2015 il Congresso ha approvato una legge che consente alle società e ai cittadini americani di utilizzare le risorse della Luna e degli asteroidi. Non soddisfatto della sola Luna, nella sua recente disposizione ha aggiunto l’esplorazione mineraria di Marte, e di altri corpi celesti, incoraggiando le aziende statunitensi del settore a partecipare a questo progetto.

Tutto ciò si collega puntualmente al documento della Nasa del 2008, come abbiamo già scritto in http://www.theblackcoffee.eu/cose-esattamente-il-5g /, e alle mire egemoniche di commercializzazione dello spazio, grazie anche allo sviluppo della tecnologia 5G necessaria allo scopo.

Se di fronte a tutta questa ‘seducente’ evoluzione tecnologica – la 5G – l’utente medio potrebbe anche entusiasmarsi, magari immaginando di poter scaricare un intero film in un secondo o intavolando facilmente un gioco di gruppo online, è davvero utile comprendere, per avere una chiave obiettiva del contesto, che la corsa alla comunicazione di 5Generazione è esclusivamente un grande, immenso business. Un’attività commerciale che include sì una parte ludica, vincolata all’età o agli interessi personali, ma l’ambito ‘popolare’, per giro di affari, sarà economicamente davvero irrisorio – proprio un gioco da bambini – rispetto al fatturato che la tecnologia 5G regalerà a settori strategici come il comparto bellico o l’esplorazione della volta celeste.

Tornando con i piedi per terra, abbiamo visto come, almeno nell’ultimo anno, gli Usa abbiano fatto la guerra a suon di dazi alla concorrente cinese e con specifico interesse verso alla tecnologia 5G sviluppata da Huawei del Paese asiatico. Uno dei quesiti fondamentali, per il quale si è instaurata una guerra ibrida tra i due contendenti, riguarda l’osservazione della privacy sulle comunicazioni e l’accusa di spionaggio da parte degli Usa nei confronti della Cina, anche se in realtà questo è un punto già successivo a un problema antecedente, ovvero che la cinese Huawei è ormai l’azienda leader mondiale nel settore ICT (Information and Communication Technology) e dei dispositivi smart, superando in tecnologia la statunitense Apple Inc. e con prezzi nettamente più contenuti, circostanza che disturba non poco l’amministrazione Trump.

Insomma la comunicazione di quinta generazione, non solo ha aspirazioni di conquista del popolo, inteso come i cittadini che non hanno legami commerciali con la tecnologia se non quello di un contratto telefonico, ma è a tutti gli effetti causa di uno scontro geopolitico Usa/Cina.

Cybersecurity

In quanto alla privacy nelle telecomunicazioni, la cyber security – ossia, la sicurezza informatica – è senz’altro un ambito interessato dallo sviluppo della 5G, che complica la vita a tutti gli Stati sovrani per i forti timori di spionaggio, non solo industriale. A questo proposito la Commissione europea – a gennaio 2020 –  ha deciso un pacchetto di misure comunitarie al quale i Paesi EU si devono attenere per proteggersi e per uniformarsi nel contrasto alle piraterie, parametri avallati da ENISA – l’agenzia dell’Unione europea per la sicurezza informatica.

Occorre quindi essere consapevoli che se la comunicazione di quinta generazione – 5G – risulta in velocità cento volte superiore al 4G, anche la possibilità di violazione della privacy, o la pirateria informatica in genere, avrà la stessa efficienza.

In Italia, per la tutela della privacy nella comunicazione informatica, oltre alle linee guida della Commissione Europea alle cui raccomandazioni si rifà per le proprie linee strategiche interne il Governo, in base al Decreto Legislativo n. 65/2018, ci si è avvalsi del golden power, uno strumento di grande valore politico strategico entrato in vigore nel 2012, per la tutela di settori indispensabili alla sicurezza nazionale.

Negli anni dalla sua ratifica, il golden power ha avuto poche occasioni di utilizzo ma è entrato certamente in azione proprio a proposito della tecnologia 5G durante la guerra commerciale Usa/Cina nel 2019. Spiegato in pratica, il golden power – potere d’oro – è un intervento eccezionale dello Stato atto al contenimento delle scalate azionarie da parte di Stati o fondi azionari su settori strategici nazionali, come infrastrutture, telecomunicazioni, energia, difesa, comparto alimentare, sanità, banche e assicurazioni.

Comparto bellico

Bisogna tenere altresì presente che un settore strategico, transnazionale, che ha già in dotazione la tecnologia 5G è il comparto bellico, per il quale le telecomunicazioni sono un fattore imprescindibile, e in quanto detiene una tipologia di armi speciali a micro-onde considerate non letali.

Alle armi non letali crediamo poco, in quanto le armi sono fatte per difendersi e infine uccidere: anche le semplici pistole elettriche in dotazione alla polizia municipale di numerose città italiane, considerate solo immobilizzanti, sono capaci di uccidere un essere umano. E possiamo aggiungere – fuor di metafora – che molte volte abbiamo bruciato una pietanza dentro il forno a micro-onde, per disattenzione, dimostrando così che la letalità dipende dalla potenza utilizzata su chi e cosa viene emessa. Queste armi, svelate già nei Wiki-leaks papers sull’Afghanistan, sono in possesso della Difesa statunitense, e si dice che ci fosse l’intenzione di utilizzarle nella guerra contro i talebani, anche se  poi è andata diversamente.

In territorio nazionale, la Difesa italiana ha già preso accordi con l’Università romana di Tor Vergata per progetti congiunti di studio e di sviluppo delle telecomunicazioni 5G in ambito militare. Già alla sperimentazione anche il progetto RADIC-5G” radio disturbatore cognitivo, attraverso un’azienda del settore con base a Chieti.

La tecnologia 5G mette in connessione tra loro macchine belliche impressionanti dal punto di vista della tecnologica disruptive – dirompente e distruttiva.

Nel 2018 in Italia è stato consegnato alla Difesa, attraverso un programma multi-nazionale in ambito NATO, il primo velivolo a decollo verticale F-35B STOVL (Short Take-Off/Vertical Landing) Lightning II, destinato al supporto della Marina Militare e interamente realizzato fuori dagli Stati Uniti, a Cameri (NO) in Piemonte.

L’F-35 Lightning II è un caccia di quinta generazione che combina la più avanzata tecnologia stealth – a bassa osservabilità – con la velocità e l’agilità di manovra tipiche dei caccia, la sensor fusion per l’acquisizione e la gestione più efficiente delle informazioni, capacità operative di rete e avanzate funzioni di supporto.”

Salute

Cerchiamo adesso di affrontare il discorso della tecnologia 5G rapportato alla salute pubblica. Ovunque, da tempo, leggiamo affermazioni provenienti da innumerevoli fonti, e parallelamente il contrario di queste, senza riuscire a districarci nelle argomentazioni e nella credibilità di chi scriva. Ai fatti, le cause di preoccupazione sono principalmente due, connesse indissolubilmente tra loro: la tecnologia di comunicazione 5G avrà un’incidenza elettromagnetica e di onde radio maggiore sugli esseri viventi, piante comprese, ma non è stata realmente e eticamente testata nelle sue conseguenze.

Chi dice questo? In giro per il mondo, Italia compresa, si sono costituiti numerosissimi comitati anti-5G, sia di semplici cittadini che chiedono di vederci più chiaro, che di illustri medici e scienziati i quali in pratica aspirano alla stessa cosa, ma si battono a ragion veduta per uno studio specifico e indipendente sugli effetti del 5G sulla salute. Oltre a queste libere associazioni a difesa della salute pubblica, anche enti pubblici, come l’Arpat Toscana o Arpae in Emilia Romagna si sono espresse rispetto all’ambiente e alla salute, sostenendo che poiché le città sono già sature di onde elettromagnetiche, si dovrà trovare una soluzione rimanendo nei parametri già stabiliti per legge.

La dottoressa Fiorella Belpoggi, dell’Istituto di Ricerca sui Tumori Ramazzini di Bologna, una cooperativa sociale di medici e ricercatori che collabora con moltissime realtà di studio oncologico nel mondo, è da tempo in prima linea per ricordare che le loro ricerche, già attuate sulle tecnologie 3 e 4G hanno dato risultati positivi di incidenze tumorali alle esposizioni ripetute e prolungate delle reti wireless di comunicazione mobile.

Lo stesso vale per la dottoressa Patrizia Gentilini, medico oncologo, dell’Associazione Italiana Medici per l’Ambiente – ISDE – che in un recente intervento alla Camera dei Deputati ha lanciato, insieme a rappresentanti dell’Alleanza italiana Stop-5G, composta da amministratori comunali, politici europei, scienziati e comuni cittadini, il suo allarme sulla salute a sostegno di una moratoria nazionale contro la rete wireless dì quinta generazione.

Sebbene anche il Governo britannico in un comunicato ufficiale sostenga l’innocuità della rete 5G, rapportandosi alle linee guida dell’ ICNIRP, la Commissione internazionale per la protezione alle radiazioni non-ionizzanti, dall’altra parte dell’oceano Atlantico Martin Pall, professore emerito di biochimica e scienze mediche di base all’Università Statale di Washington, asserisce il contrario, confermandolo a una seduta scientifica a tema presso il Parlamento Europeo, dove, ospite a gennaio 2020, ha riferito che le esposizioni al 5G riguarderanno cuore, sistema ormonale, fertilità di entrambi i sessi e cervello, con possibili evoluzioni tumorali.

Anche l’Associazione di medici svizzeri per la tecnologia sicura denuncia i disturbi provocati dal 5G, riguardo alla rete già attiva da tempo, e spiega le verifiche effettuate in uno specifico report, il quale si aggiunge all’istanza di moratoria presentata alla Commissione Europea  e firmata da quasi 200 tra medici e scienziati di 35 Paesi diversi.

Al momento, tra appelli e smentite, lanci e rimpalli, la nazione che ha le idee più chiare risulta la Spagna, dove il Defensor del pueblo, un organo istituzionale civico governativo posto alla supervisione delle attività della pubblica amministrazione per la difesa dei diritti fondamentali,  ha deciso che il 5G deve essere sottoposto a uno studio di impatto ambientale a tutela dei cittadini, soprattutto quelli delle fasce più deboli, tali donne in stato interessante, anziani, malati. Un atto politico di grande rilevanza, che insegna a tutta l’Europa.

Le altre parti dell’inchiesta sulla tecnologia 5G :

http://www.theblackcoffee.eu/cose-esattamente-il-5g/  (prima parte)

http://www.theblackcoffee.eu/cose-esattamente-il-5g-  (terza parte)

http://www.theblackcoffee.eu/2-3-4-5g/  (quarta parte)

http://www.theblackcoffee.eu/saremo-davvero-immuni/  (quinta parte)

Tags: #5G #cybersecurity #geopolitica #Italia #Usa #Cina #salute #tecnologiabellica

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