Biancaneve

Biancaneve, Teatro del Carretto. Foto di Tommaso Le Pera

Il Teatro del Carretto anima Lucca

di Simona M. Frigerio e Luciano Uggè

Il teatro tenta di rientrare nella vita della società civile con una serie di eventi open air. A Lucca, è il Giglio a presentare una rassegna in piazza grazie all’iniziativa di Marco Brinzi e Caterina Simonelli, l’Ape Teatrale, e ad alcune Compagnie storiche toscane, quali il Teatro del Carretto e, il prossimo 30 luglio, I Sacchi di Sabbia (con Andromaca).

Biancaneve è uno spettacolo storico che mostra tutti i segni distintivi grazie ai quali diventerà famoso in tutto il mondo il Teatro del Carretto – dall’uso delle maschere e dei pupazzi o delle marionette alla narrazione con voce off, dalla valorizzazione della carica di ambiguità, che ogni favola cela tra le proprie pieghe, fino ai costumi e alle scenografie altamente evocativi e originali.

Lo spettacolo, d’altro canto, risente a tratti del tempo trascorso dal suo debutto. Soprattutto la reazione dei bambini presenti ci ha stupiti. Mentre una bambina intorno agli otto anni è scappata via piangendo (forse gli edulcorati Hello Kitty e Peppa Pig hanno ormai tolto ai bambini la capacità di confrontarsi con la dose di crudeltà terapeutica presente nelle fiabe classiche); due bambini tra i quattro e i sette anni, in prima fila, prima si sono tappati le orecchie perché il volume della musica era (effettivamente) troppo alto e, poi, hanno cominciato a muoversi, alzarsi e spostarsi evidentemente annoiati dalla ripetitività dei tentativi della matrigna di uccidere Biancaneve: e qui, forse, una spiegazione risiede nella velocità di interattività e narrazione dei videogiochi e nella brevità degli episodi degli attuali cartoon (ogni episodio di Peppa Pig, ad esempio, va dai 5 ai 10 minuti a fronte di un Lady Oscar da 25 minuti).

Altro fattore disturbante della serata, l’eccessivo ritardo con il quale è iniziato lo spettacolo. E non a causa delle pratiche imposte dalla pandemia, compreso il dover lasciare nome, cognome e numero di telefono – tutti dati privati – che, essendo lo spettacolo all’aperto e in più con distanziamento interpersonale di un metro, ci è sembrata un’intrusione inaccettabile (anche perché in altre occasioni, nelle scorse settimane, non ci è stata richiesta detta pratica). La triste verità è che i toscani tendono ad arrivare a teatro quando hanno finito di cenare e, ieri sera, nonostante l’inizio fosse previsto per le 21.00, le persone hanno cominciato ad affluire verso la piazza intorno alle 21.20, costringendo gli organizzatori a iniziare lo spettacolo alle 21.40. Senza alcun rispetto né per chi lavora – sulla scena o dietro le quinte – né per gli spettatori che sono giunti con anticipo e hanno dovuto attendere anche un’ora.

Tornando allo spettacolo, da segnalare alcuni episodi interessanti e coinvolgenti, quale l’arrivo dei sette nani – improvviso, spiazzante, e dal fondo della piazza su mini tricicli. E, sempre con gli stessi protagonisti, ma in formato burattino, la scena della caverna ove vanno a lavorare – molto movimentata e con un supporto musicale appropriato. L’uso della musica, del resto, ha accompagnato l’intero spettacolo con grande appropriatezza (almeno per gli adulti).


Lo spettacolo è andato in scena nell’ambito della rassegna Piazza del Giglio:
piazza del Giglio – Lucca
giovedì 23 luglio, ore 21.00

Il Teatro Del Carretto presenta:
Biancaneve
adattamento e regia Maria Grazia Cipriani
scene e costumi Graziano Gregori
animano marionette, oggetti di scena e personaggi ‘veri’ Andrea Jonathan Bertolai, Ian Gualdani, Giacomo Pecchia, Giacomo Vezzani e Anna Solinas
(foto di Tommaso Le Pera)

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